Abacuc 2: 5-20 | Dio regna, quindi resisti per fede | Michel Di Feliciantonio

Mesi fa guardavo un episodio di una serie Star Wars. Per chi ancora non lo sapesse, spesso in Star Wars c’è questa guerra tra il bene e il male. Il male è rappresentato da un Impero tirannico e malvagio, potente e arrogante mentre il bene è rappresentato da una Ribellione fatta di poche persone che sembrano sempre sul punto di essere sopraffatti. In uno dei momenti più bui e più difficili per la ribellione, un ragazzo scrive un Manifesto che inizia a circolare. E il manifesto dice: “Verranno tempi in cui combattere sembrerà impossibile, ne sono certo. Da soli, sfiduciati, sovrastati dalla grandezza del nemico. Ricordate questo: la libertà è un’idea pura, nasce spontaneamente e senza imposizioni. Atti di rivolta casuali stanno avvenendo in ogni angolo della galassia. Interi eserciti, battaglioni, non hanno idea di essersi già arruolati per la Causa. Ricordate che la frontiera della Ribellione è ovunque. Anche la più piccola rivolta spinge le nostre linee più avanti.1 Mentre guardavo quella puntata ho pensato due cose: 1- che fantastica immagine della lotta dei credenti 2- un giorno userò questa citazione per una predicazione…ed eccomi qui! Stiamo studiando insieme il libro del profeta Abacuc.

Ripercorriamo velocemente il libro di Abacuc fino a qui: Abacuc si era aperto con il profeta che chiedeva, in preghiera al Signore, fino a quando Dio non avrebbe fatto qualcosa riguardo alla malvagità in Israele. Il Signore avera risposto in che modo? Dicendo che lui avrebbe portato i Babilonesi a distruggere il suo popolo. Questa risposta da parte del Signore non torna ad Abacuc, che non capisce come il Signore possa non solo permettere il male, ma orchestrare e usare il male e addirittura degli stranieri per colpire il popolo che Lui stesso si era scelto. Abacuc si rivolge in maniera decisa al Signore e poi si metta in attesa di una risposta. La risposta del Signore consiste in una visione, una visione che abbiamo iniziato a guardare insieme la volta scorsa e che gira attorno a questo versetto: 2:4 Ecco, egli si è inorgoglito, non agisce rettamente; ma il giusto per la sua fede vivrà. L’empio è gonfio e pieno di orgoglio, questa condizione anche se appariscente non porterà a nulla di buono. Per contro, il giusto vive e vivrà per fede. La salvezza, la vita, la speranza viene dalla fede riposta in Dio anche quando non sembra che Dio esista o stia facendo qualcosa. La visione di Dio per Abacuc è solo iniziata, e oggi la finiremo di leggere insieme. 1https://www.empira.it/il-manifesto-di-nemik-star-wars-andor-rogue-one/ La presenza dell’empio Il giusto, quindi, vive per fede. Ma questo non toglie che al momento l’empio, il malvagio, l’arrogante sia ancora presente. 2:5«Certo, il vino è traditore; l’uomo arrogante non può starsene tranquillo, egli allarga la sua bocca come il soggiorno dei morti; come la morte, non si può saziare, ma raduna presso di sé tutte le nazioni, raccoglie intorno a sé tutti i popoli. Eccolo, l’arrogante. Si lascia guidare dal vino e da ciò che è immorale, apre la bocca e distrugge tutto quello che tocca come il soggiorno dei morti. Nulla può saziarlo, è una bestia famelica che non trova mai riposo. Chi è quest’uomo? Perchè se ne parla al singolare? Perché come spesso accade nella Bibbia, il singolo rappresenta il collettivo. E’ un esempio che rappresenta tutti quanti ed è il capo o il re che rappresenta il suo popolo. Visto che il popolo in questione sono i Babilonesi, potremmo per esempio pensare a Daniele 5, dove il re babilonese Baldassar fa una grande festa e preso dai fumi dell’alcol decide di far portare alla festa i vasi d’oro del tempio di Gerusalemme. Ma come spesso accade per queste visioni, esse non si limitano solo ad un tempo. Non dobbiamo fare chissà quale ricerca per trovare anche oggi esempi di uomini arroganti, avidi, irrefrenabili, fuori controllo. La visione di Dio ci ricorda che il giusto vive per fede, anche in questa epoca nella quale egli deve coesistere insieme all’arrogante. I 5 guai Ma il tempo dell’arrogante non durerà per sempre. Infatti dal versetto 6 alla fine, il Signore annuncia 5 guai, 5 sentenze che riguardano gli empi, in particolar modo i babilonesi. Il Signore, quindi, dopo aver annunciato l’arrivo devastante dei babilonesi, pronuncia anche il suo canto funebre, la sua fine. Il regno Babilonese non si è ancora palesato, ma il Signore, che stabilisce il futuro vicino come quello distante, annuncia già la sua fine. Immaginate la potenza di questa visione per Abacuc, che è spaventato per l’arrivo dei babilonesi ma al tempo stesso può già credere che questo regno non l’avrà vinta alla fine. Per fede, Abacuc può vedere qualcosa di impensabile. Leggiamo insieme questi 5 “guai” e mentre li leggiamo lì commenterò molto brevemente perché sono molto chiari. 6 E tutti questi [i popoli che l’arrogante aveva raccolto attorno a sé] non lo canzoneranno con proverbi, sarcasmi, enigmi? Diranno: “Guai a chi accumula ciò che non è suo! Fino a quando? Guai a chi si carica di pegni!” 7 I tuoi creditori non spunteranno forse all’improvviso? I tuoi oppressori non si desteranno? Allora tu diventerai loro preda. 8 Poiché tu hai saccheggiato molte nazioni, tutto il resto dei popoli ti saccheggerà a causa del sangue umano sparso, della violenza fatta ai paesi, alle città e a tutti i loro abitanti. Guai a chi si prende ciò che non è suo, tramite la violenza, tramite l’inganno, tramite lo sfruttamento del povere e del bisognoso. Questa cosa ti tornerà indietro. 9 Guai a colui che è avido d’illecito guadagno per la sua casa, per mettere il suo nido in alto e scampare alla mano della sventura! 10 Tu hai designato la vergogna per la tua casa, sterminando molti popoli, e hai peccato contro te stesso. 11 Poiché la pietra grida dalla parete e la trave risponde dall’armatura di legno. Guai a chi è avido. Guai a chi pensa di riuscire a liberarsi dalle difficoltà della vita tramite le proprie ricchezze. L’immagine è quella di una casa forte e apparentemente sicura, costruita sul peccato che griderà nel momento in cui inizia a distruggersi. 12 Guai a colui che costruisce la città con il sangue e fonda una città sull’iniquità! 13 Non è forse volere del Signore che i popoli si affatichino per il fuoco e le nazioni si stanchino per nulla? 14 Poiché la conoscenza della gloria del Signore riempirà la terra, come le acque coprono il fondo del mare. Guai alla città, all’impero, alla dinastia, alla nazione che costruisce sul sangue e sull’iniquità. Città corrotte, dove la giustizia soffre a causa dell’aumentare del male. Ma questa situazione non durerà per sempre. Perché se da una parte abbiamo la città fondata sul sangue, dall’altra parte abbiamo la promessa che la conoscenza della gloria del Signore riempierà ogni angolo della terra. E se la sua gloria è riconosciuta e accettata, vuol dire che un giorno non ci sarà più spazio alcuno per il male. Questa conoscenza globale della gloria del Signore ci fa pensare a qualcosa che va oltre la fine del regno babilonese, questa gloria che riempie tutto il mondo è qualcosa di grandioso che non è stato ancora realizzato, ma che un giorno lo sarà. L’altro giorno stavo leggendo Apocalisse insieme a Luigi. E in Apocalisse 18 viene descritta la caduta di Babilonia, solo che al momento in cui Giovanni scrive l’Apocalisse Babilonia è stata già distrutta da secoli. Babilonia quindi non è solo la città di Babilonia, ma anche un esempio del regno di satana che continua a uccidere, rubare, mentire, incutere timore. Ma anche questo regno, come quello visto da Abacuc, avrà una fine. Apocalisse 18:21 Poi un potente angelo sollevò una pietra grossa come una grande macina e la gettò nel mare, dicendo: «Così, con violenza, sarà precipitata Babilonia, la grande città, e non sarà più trovata. E cosa prende il posto di Babilonia e del vecchio mondo? Apocalisse 21:1 Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, poiché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi, e il mare non c’era più. 2 E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo[b]. 3 Udii una gran voce dal trono, che diceva: «Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro {e sarà il loro Dio}. Babilonia viene sostituita dalla nuova Gerusalemme! La malvagità soffocante e parassita del male lascia il posto alla gloria di Dio e alla presenza di Dio in mezzo al suo popolo. Due città diverse. Agostino ha scritto così: Due amori quindi hanno costruito due città: l’amore di sé spinto fino al disprezzo di Dio ha costruito la città terrena, l’amore di Dio spinto fino al disprezzo di sé la città celeste. In ultima analisi, quella trova la gloria in se stessa, questa nel Signore. Quella cerca la gloria tra gli uomini, per questa la gloria piú grande è Dio, testimone della coscienza. Quella solleva il capo nella sua gloria, questa dice al suo Dio: Tu sei mia gloria e sollevi il mio capo. … La prima, nei suoi uomini di potere, ama la propria forza; la seconda dice al suo Dio: Ti amo, Signore, mia forza.2 La visione della fine di Babilonia doveva incoraggiare Abacuc, così come può incoraggiare anche noi oggi, a continuare a perseverare e resistere in attesa della fine. 15 Guai a colui che dà da bere al prossimo, a te che gli versi il veleno fino a ubriacarlo, per guardarlo nella sua nudità! 16 Tu sarai saziato d’infamia anziché di gloria; bevi anche tu, ed esibisci la tua nudità! La coppa della destra del Signore si riverserà su di te e l’infamia coprirà la tua gloria. 17 Poiché la violenza fatta al Libano e la devastazione che spaventava le bestie ricadranno su di te, a causa del sangue umano sparso, della violenza fatta ai paesi, alle città e a tutti i loro abitanti. Guai a coloro che hanno svergognato il prossimo. Viene usata l’immagine del bere, ma in generale la coppa del vino può rappresentare in generale le abominazione e la dissolutezza, una dissolutezza che l’empio vuole condividere con gli altri. Guai a chi ha vissuto e fatto vivere dissolutamente. Ed infine l’ultimo guaio: 18 A che serve l’immagine scolpita perché l’artefice la scolpisca? A che serve l’immagine fusa, che insegna la menzogna, perché l’artefice confidi nel suo lavoro e fabbrichi idoli muti? 19 Guai a chi dice al legno: “Svègliati!” e alla pietra muta: “Àlzati!” Può questa istruire? Ecco, è ricoperta d’oro e d’argento, ma non c’è in lei nessuno spirito. Guai a coloro che hanno riposto la propria fiducia non nel Dio vivente ma in dei dei. Guai a coloro che hanno posto la propria fiducia in statue d’oro, in ricchezze, in qualsiasi cosa creata e non nel Creatore. Guai a chi si illude che qualcosa che non è Dio possa garantirti in qualche modo la salvezza. 2https://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaA/AGOSTINO_%20LE%20DUE%20CITTA.htm 20 Ma il Signore è nel suo tempio santo; tutta la terra faccia silenzio in sua presenza!» Ingiustizia, avidità, abominazioni, dissolutezza, idolatria…queste cose sembrano regnare…Ma il Signore è nel suo tempio santo. Il Signore è nel suo tempio e da lì regna con autorità, esercita la sua giustizia, istruisce il suo popolo, porta avanti il suo piano. Anche se il male nel mondo sembra affermare il contrario – Dio non è assente – – – – Dio non è in crisi Dio non è sorpreso Dio non è spodestato Dio regna nel silenzio mentre il male fa rumore I 5 guai sono certi, la fine di Babilonia è certa perché il Signore regna nel suo tempio santo! Ingiustizia, avidità, abominazioni, dissolutezza, idolatria fanno tanto rumore, tanto baccano, ma dovrebbero tacere perchè il Signore regna. E’ vero, in questo momento non tacciono, ma un giorno faranno silenzio. Ingiustizia, avidità, abominazioni, dissolutezza, idolatria…tutte queste sono cose che vediamo attorno a noi di continuo. La visione di Abacuc 2 ci ricorda che sì, tutte queste cose esistono ma ci ricorda anche che il Signore farà giustizia, che i malvagi non prospereranno per sempre ma dovranno rendere conto del male che hanno fatto. Sempre in Apocalisse troviamo la consumazione finale di questa verità, nel grande giudizio finale. Apocalisse 20:11 Poi vidi un grande trono bianco e colui che vi sedeva sopra. La terra e il cielo fuggirono dalla sua presenza e non ci fu più posto per loro. 12 E vidi i morti, grandi e piccoli, in piedi davanti al trono. I libri furono aperti, e fu aperto anche un altro libro, che è il libro della vita; e i morti furono giudicati dalle cose scritte nei libri, secondo le loro opere…15 E se qualcuno non fu trovato scritto nel libro della vita, fu gettato nello stagno di fuoco. Da che parta stai? Stai dalla parte degli empi che vivono basandosi sull’orgoglio, o dalla parte di coloro che sono resi giusti dalla fede in Dio? Se ingiustizia, avidità, abominazioni, dissolutezza, idolatria caratterizzano e regnano nella tua vita, oggi sei ancora in tempo per passare all’altra parte, per abbandonare la tua vita di orgoglio e credere per fede in Dio. Tutto ciò che hai fatto di sbagliato e che farai, verrà cancellato grazie al sangue e ai meriti di Cristo. Se invece deciderai di non farlo, un giorno sarai chiamato a renderne conto e non potrai dire che non eri stato avvertito. Se invece hai già creduto per fede in Dio, se credi che Lui è Dio e se ti fidi che Dio farà ciò che è giusto, puoi resistere fedelmente in attesa del compimento di ogni cosa. In questi giorni, in queste settimane, in questi mesi puoi resistere fedelmente anche se ingiustizia, avidità, abominazioni, dissolutezza, idolatria sono ovunque attorno a noi. Per fede crediamo e affermiamo che non vinceranno. Perché Cristo ha già vinto. Non invidiare Babilonia. Non imitare Babilonia. Non temere Babilonia. Non unirti a Babilonia. Aspetta il ritorno del Cristo in tutta la sua gloria. Il manifesto di Star Wars con cui ho iniziato si conclude con queste parole: E poi ricordate questo: il bisogno imperiale di controllo è disperato perché è innaturale. La tirannia richiede sforzi costanti, s’incrina e si rompe. L’autorità è fragile. L’oppressione è la maschera della paura. Ricordate questo. E sappiate questo: verrà il giorno in cui tutte queste schermaglie e battaglie, queste rivolte, romperanno gli argini dell’autorità dell’Impero. E poi ce ne sarà una di troppo. Una sola spezzerà l’assedio. Rammentate questo. Ribellatevi.”

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