Abacuc | Quando Dio risponde… ma non come pensi | Michel Di Feliciantonio

Quando con Stefania abbiamo iniziato a prepararci per la nostra vita insieme a Pisa, pensavamo che la cosa migliore per Stefania fosse di trovare un lavoro a Pisa. Eravamo convinti che in questa fase della nostra vita il Signore ci volesse a Pisa, soprattutto per essere in questa chiesa.

E quindi Stefania ha iniziato a fare i concorsi, e ne ha fatti un pò ovunque. Spesso l’accompagnavo, lei faceva il concorso o il colloquio e poi dovevamo aspettare. Un’attesa snervante. Giorni, settimane, mesi per sapere qualcosa di così importante come il lavoro ma poi alla fine la risposta era sempre no, anche quando le persone le promettevano che l’avrebbero assunto.

E’ capitato anche a voi di fare una domanda importante e dover aspettare per tanto tempo una risposta? E magari poi la risposta che avete ricevuto non è stata quella che speravate?

Spero che le settimane che abbiamo passato nel libro di Giona siano state edificanti e anche sfidanti, e spero che nelle nostre vite quotidiane resti qualcosa di quello che il Signore ci ha detto attraverso la sua Parola.

Ci siamo confrontati con Giona, il profeta ribelle, il profeta orgoglioso e ipocrita che Dio riprende con pazienza ed amore. Ora ci confronteremo con un altro profeta, Abacuc. Anche Abacuc è un uomo che combatte con il Signore, con la giustizia del Signore ma come vedremo in queste settimane, lo fa in maniera diversa.

La domanda di Abacuc: Fino a quando, Signore?

Abacuc 1:1 Oracolo che il profeta Abacuc ebbe in visione.

Il libro di Abacuc si apre con queste parole. Non sappiamo nulla su Abacuc, ma possiamo dedurre dal contenuto del libro che sia stato un profeta vissuto verso la fine del 7 secolo a.C. Probabilmente Abacuc profetizza a cavallo tra la fine del regno assiro e l’ascesa del regno babilonese.

Si tratta di un periodo buio per il popolo di Dio, un periodo di violenza, di ingiustizia. Abacuc è un libro profetico particolare perchè si apre non con l’oracolo del Signore, ma con le domande di Abacuc al Signore. E proprio riguardo alla violenza e all’ingiustizia Abacuc fa le sue domande al Signore.

2 Fino a quando griderò, o Signore, senza che tu mi dia ascolto? Io grido a te: «Violenza!» e tu non salvi. 3 Perché mi fai vedere l’iniquità e tolleri lo spettacolo della perversità? Mi stanno davanti rapina e violenza; ci sono liti e nasce la discordia. 4 Perciò la legge è senza forza, il diritto non si fa strada, perché l’empio raggira il giusto e il diritto ne esce pervertito.

Il libro si apre quasi come se fosse un salmo: fino a quando Signore? Fino a quando non mi darai ascolto?

C’è qualcosa che non torna ad Abacuc: come mai il Signore non fa niente davanti alla violenza evidente attorno ad Abacuc? Perchè non fa niente quando i giornali, i telegiornali, le dirette IG mostrano chiaramente che il mondo è allo sbaraglio, pieno di violenza, di perversità.

Chi sono gli empi, i malvagi che compiono tutte queste azioni ignobili? Sono gli stranieri? No, non credo siano gli stranieri. Notate come al versetto 4 si metta in risalto la legge, la torah, che non ha più forza e il diritto, o la giustizia, non si fa più strada. Il problema non sono gli stranieri, i pagani ma il problema è che la legge di Dio non è rispettata dal suo popolo e per questo i giusti soffrono. I giusti, come Abacuc, pregano ma il Signore non risponde.

Fino a quando, Signore?  Fino a quando, Signore, non farai niente? Come puoi tollerare la malvagità?

Abacuc è interdetto. Ma notiamo anche che di fronte ai dubbi che si porta dietro, Abacuc fa qualcosa di bellissimo: va al Signore. Non scappa, come ha fatto Giona, ma va al Signore. Abacuc è convinto che qualcosa non torni, ma è anche convinto che solo il Signore può offrire una risposta alle sue domande!

Questa non è la prima preghiera di Abacuc e Abacuc è intenzionato a continuare a pregare al Signore, è intenzionato a rivolgere le proprie domande al Signore fino a quando il Signore non risponderà.

Fino a quando, Signore? Se sei credente, è una domanda che immagino accompagni spesso le tue giornate. Impariamo da Abacuc a portare questa domanda al Signore.

L’inaspettata risposta del Signore

La cosa bella è che il Signore non resta in silenzio, il Signore non lascia Abacuc nei suoi dubbi ma risponde al suo profeta perplesso.

5 «Guardate fra le nazioni, guardate, meravigliatevi e siate stupiti! Poiché io sto per fare ai vostri giorni un’opera che voi non credereste, nemmeno se ve la raccontassero.

Il Signore di Abacuc è lo stesso Signore di Giona. Con lo stesso amore paterno risponde ai dubbi di Abacuc.

Il profeta aveva chiesto al Signore fino a quando avrebbe tollerato l’ingiustizia e la malvagità del popolo di Dio. Abacuc riceve una risposta chiara dal Signore: tra poco io interverrò e farò qualcosa di impensabile, di inaspettato. Il Signore non è sordo alle richieste di Abacuc e il Signore non è cieco rispetto a quello che di malvagio succede nel mondo e il Signore fa qualcosa a riguardo.

Il Signore ascolta, il Signore vede, il Signore risponde. Come reagisci a questa cosa? Penso che intanto possiamo tirare tutti un bel sospiro di sollievo.

In questi giorni sto godendo del fatto di poter aprire la finestra mentre lavoro e sentire il canto degli uccelli. Tante cose a cui pensare, tante preoccupazioni, tante complicazioni, ma il canto degli uccelli che mi ricorda che Dio si prende cura di ogni singolo dettaglio.

Se non sapessi che Dio non solo esiste ma che è anche attivo nelle nostre vite e in questo mondo, diventerei isterico, vorrei controllare ogni cosa dovendo contare sulle mie forze per provare a cambiare le cose che non vanno. Invece posso fare quello che è giusto, e poi fidarmi di Dio.

Si dice che Martin Lutero, il focoso riformatore tedesco, quando passaggeva nei boschi salutava gli uccelli dicendo: Buongiorno, piccoli teologi. Voi vi svegliate e cantate, ma io, vecchio stolto, ne so meno di voi e mi preoccupo di tutto invece di affidarmi semplicemente alle cure del Padre celeste.

Dio ascolta, Dio vede, Dio risponde.

Io qui mi immagino Abacuc che inizia a sfregare le mani. “Eccoci, finalmente! Il Signore farà qualcosa di incredibile, qualcosa di buono, non vedo l’ora di scoprire la sua buona e perfetta volontà, il suo buon piano!”

Scopriamolo insieme il piano del Signore:

6 Perché, ecco, io sto per suscitare i Caldei, questa nazione crudele e impetuosa, che percorre tutta la terra per impadronirsi di dimore che non sono sue.
7 È un popolo terribile e spaventoso; da lui stesso procede il suo diritto e la sua grandezza.
8 I suoi cavalli sono più veloci dei leopardi, più agili dei lupi di sera; i suoi cavalieri procedono con fierezza, i suoi cavalieri vengono da lontano, volano come l’aquila che piomba sulla preda.
9 Tutta quella gente viene per darsi alla violenza, le loro facce bramose sono tese in avanti, e ammassano prigionieri come sabbia.
10 Si fanno beffe dei re, i prìncipi sono per loro oggetto di scherno; ridono di tutte le loro fortezze, fanno dei terrapieni e le prendono.
11 Poi passano come il vento, passano oltre e si rendono colpevoli; questa loro forza è il loro dio».

Posso immaginare che Abacuc dopo l’eccitazione del versetto 5 sia tornato ad essere molto perplesso nei confronti di Dio. In altre parole il piano di Dio consiste nel suscitare i Caldei, i babilonesi?! Il piano di Dio è di usare un violento popolo straniero per colpire il popolo di Giuda? Il piano di Dio è di fare arrivare delle gente ancora più violenta, ancora più ingiusta degli ebrei stessi? La risposta del Signore è decisamente inaspettata!

Dio è chiaro nella sua risposta ad Abacuc: questo è il mio piano, questo è quello che io sto facendo. Io userò i Caldei, un popolo terribile e spaventoso, con un esercito temibile e invincibile, un popolo che adorava e credeva in un solo dio: la loro forza bruta.

La risposta del Signore alla domanda di Abacuc è alquanto inaspettata e sorprendente.

E’ come se durante la seconda guerra mondiale i credenti in Giappone pregassero al Signore di porre fine a quella guerra ingiusta e malvagia e la risposta di Dio sia stata: porrò fino a questa guerra usando una bomba atomica. Non sappiamo se è andata così, ma la sensazione che proviamo pensando a questa possibilità è la stessa sensazione che ha provato Abacuc.

Un commentario afferma: “Yahweh propone di contrastare l’ingiustizia con l’ingiustizia, la violenza con la violenza. Quest’opera è davvero qualcosa che Abacuc non avrebbe mai creduto possibile in precedenza.”[1]

Abacuc aveva posto le sue domande al Signore, e il Signore, che ascolta, che vede e che risponde ha offerto ad Abacuc una risposta inaspettata.

Qualche settimana fa parlavo con Mark Oden, che mi raccontava della chiesa della quale è diventato pastore a Edimburgo. Questa chiesa faceva parte della chiesa nazionale, e in quanto tale godeva di tanti benefici. Solo che la chiesa nazionale con gli passare degli anni è diventata sempre più liberare e la chiesa di Mark non approvava questa cosa.

E immagino che un po ‘ come Abacuc abbiamo pregato al Signore: fino a quando Signore? Fino a quando Signore permetterai la depravazione, fino a quando permetterai che nella tua chiesa ci siano pratiche contrarie alla tua Parola?

La risposta del Signore è stata: voi dovete lasciare la chiesa nazionale, dovete cambiare tutto. Non so come si è sentita questa chiesa, ma posso immaginare lo sconforto e il dispiacere. La chiesa nazionale stava sbagliando di fronte a Dio ma la chiesa locale ne avrebbe pagato le conseguenze. La chiesa locale era chiamata dal Signore a lasciare il locale di chiesa, a lasciare lo stipendio e i fondi, lasciare l’appartamento del pastore, lasciare il quartiere, lasciare i ministeri, iniziare da capo.

La risposta del Signore è spesso inaspettata. Il piano del Signore è più grande di quello che noi possiamo capire, la saggezza del Signore non è come la nostra, è infinita, la prospettiva del Signore è diversa.

Dovremmo essere disposti ad accettare la risposta del Signore, anche quando è inaspettata. Abacuc avrebbe dovuto accettare la risposta del Signore e fidarsi ciecamente di Dio. Ma non è quello che fa Abacuc.

La reazione di Abacuc

Infatti guardate come reagisce Abacuc:

12 Non sei tu dal principio, o Signore, il mio Dio, il mio Santo? Noi non moriremo! O Signore, tu, questo popolo, lo hai posto per eseguire i tuoi giudizi; tu, o Rocca, lo hai stabilito per infliggere i tuoi castighi.

13 Tu, che hai gli occhi troppo puri per sopportare la vista del male e che non puoi tollerare lo spettacolo dell’iniquità, perché guardi i perfidi e taci quando il malvagio divora l’uomo che è più giusto di lui?
14 Perché tratti gli uomini come i pesci del mare e come i rettili, che non hanno padrone?
15 Il Caldeo li tira tutti su con l’amo, li piglia nella sua rete, li raccoglie nel suo giacchio; perciò si rallegra ed esulta.
16 Per questo fa sacrifici alla sua rete e offre profumi al suo giacchio; perché gli provvedono una ricca porzione e un cibo succulento.
17 Dovrà forse per questo continuare a vuotare la sua rete e a massacrare le nazioni senza pietà?

Abacuc sa che può chiamare il Signore, v.12, il mio Dio, il mio Santo. Questo perché il Signore, il Dio eterno, aveva stabilito dall’eternità che avrebbe scelto Israele e che avrebbe stabilito con Israele il suo patto e che Israele avrebbe svolto un ruolo chiave nel suo piano. Era stato il Signore a decretare che Israele avrebbe eseguito i suoi giudizi.  Quindi, per Abacuc, la conseguenza sembra scontata: noi non moriremo!

 

Abacuc è perplesso. Abacuc non è pronto ad accettare la risposta del Signore. Non è disposto ad accettare che il Signore stia per massacrare il suo popolo santo usando un popolo straniero. C’è qualcosa che non torna dal punto di vista di Abacuc.

 

Nei versetti 13-17 Abacuc continua nel suo ragionamento: non solo Israele è il popolo scelto da Dio, ma anche Dio stesso odia il male, non sopporta l’iniquità. Come potrebbe questo Dio decidere di massacrare il suo popolo?

 

Perchè l’essere umano, che doveva essere il fiore all’occhiello della creazione, perché l’essere umano che era stato creato ad immagine di Dio, viene trattato come un pesce del mare, che viene pescato dall’empio? Perché l’essere umano viene trattato peggio di un animale? Perchè Dio permette che le nazioni siano massacrate?

 

Il capitolo si conclude così e dovremo aspettare le prossime settimane per vedere se e come Dio risponde.

 

Il profeta ha invocato il Signore, il Signore ha risposto in maniera inaspettata ed infine Abacuc ha espresso tutta la sua perplessità. Ma, di nuovo, le ha espresse al Signore. Non ha permesso al proprio dubbio, non ha permesso alle proprie perplessità di allontanarlo dal Signore ma anzi, sapendo che Dio è ricco in bontà, santità e amore è andato al Signore per cercare di capire meglio.

 

Forse sei in una fase di “Fino a quando, Signore?”. Forse sei stanco di tutta l’ingiustizia che vedi attorno a te, o che magari vedi anche nella tua vita. Sappi che questa fase non durerà per sempre. Il Signore risponderà. Lo farà nei suoi tempi, nei suoi modi. Ma risponderà. Nel frattempo, come Abacuc, continua a cercarlo, continua ad invocarlo anche quando tutto sembra andare per il peggio. Voglio incoraggiarti, se il Signore ti sembra in silenzio, continua a rivolgerti a lui, continua a pregare, non mollare.

 

Il salmo 42 dice: 5 Perché ti abbatti, anima mia? Perché ti agiti in me? Spera in Dio, perché lo celebrerò ancora; egli è il mio salvatore e il mio Dio.

 

Forse invece sei un una fase in cui il Signore ti ha risposto, ti ha mostrato qualcosa, ma non riesci a capirlo ed accettarlo. Non so chi sono i babilonesi nella tua vita: può essere qualcuno in chiesa, può essere un capo, può essere qualcuno online. Ma può essere anche una situazione inaspettata che sta mettendo sottosopra la tua vita, i tuoi progetti, i tuoi sogni.

 

Non lasciare che quello che non capisci tu, quello che vedi tu, diventi un ostacolo che ti impedisce di rivolgerti al Signore.

 

Romani 11:33 Oh, profondità della ricchezza, della sapienza e della scienza di Dio! Quanto inscrutabili sono i suoi giudizi e ininvestigabili le sue vie! 34 Infatti «chi ha conosciuto il pensiero del Signore? O chi è stato suo consigliere?» 35  «O chi gli ha dato qualcosa per primo, sì da riceverne il contraccambio?» 36 Perché da lui, per mezzo di lui e per lui sono tutte le cose. A lui sia la gloria in eterno. Amen.

 

Fino a quando, Signore? È una domanda che ci facciamo spesso. E a volte la risposta che poi il Signore ci dà, ci lascia perplessi.

 

Fino a quando, Signore, permetterai il male?

Ecco io sto per fare qualcosa di meraviglioso, di inaspettato, di incredibile!

 

Avremmo mai pensato che sacrificare il proprio Figlio a causa della malvagità, della corruzione, dell’ingiustizia dell’umanità sarebbe stato una buona idea, una soluzione giusta al problema del male?

 

Eppure ha funzionato, eppure ne abbiamo beneficiato, eppure lo abbiamo accettato. Ancora più di Abacuc, noi oggi nei nostri dubbi, nella nostra perplessità dovremmo al Signore, sapendo quello che lui ha già fatto, cerchiamo in lui le risposte alle nostre domande.

 

In altre parole: preghiamo. Abacuc 1 ci esorta a pregare, quando il Signore sembra in silenzio, quando non capiamo il piano del Signore.

 

Vogliamo prenderci l’impegno questa settimana, quando il Signore sembra in silenzio o quando il Signore risponde in maniera inaspettata, di fermare ogni altra cosa e pregare?

[1] https://www.thegospelcoalition.org/commentary/habakkuk/

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