Abdia| Il Giudizio di Dio | Michel Di Feliciantonio

Iniziamo oggi una serie di messaggi sui profeti minori. Sono dei libri della Bibbia che facilmente vengono trascurati o ignorati ma come vedremo la voce profetica di questi libri ha una rilevanza contemporanea incredibile.

I profeti minori, questi sconosciuti. Voglio fare una piccola introduzione ai profeti minori ma visto che spesso le introduzioni risultano noiose ad alcuni, vorrei farla interattiva. Quindi vi faccio delle domande e voi mi rispondete.

  • Quanti sono i profeti minori nella Bibbia? 12
  • Perché si chiamano profeti minori? Perché sono più corti rispetto ai profeti maggiori.
  • Quanti e quali sono i profeti maggiori, invece? 5: Isaia, Geremia, Lamentazioni, Ezechiele e Daniele.
  • Quali sono i profeti minori? Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria e Malachia.
  • In che periodo sono stati scritti i profeti minori? In un periodo che abbraccia più di tre secoli, dal 780 al 420 a.C. circa. Il loro ministero può essere generalmente suddiviso tra il periodo pre-esilico e quello post-esilico, e spazia tra le epoche del dominio assiro, babilonese e persiano.[1]
  • I 12 sono una collezione di predicazioni dell’AT con delle tematiche condivise. Al centro di queste tematiche c’è la santità, il giudizio e la salvezza di Dio in un mondo contraddistinto da idolatria, peccato, disordine, paura, ribellione. Vedete quindi come questi profeti possono e devono parlare anche a noi oggi.
  • L’intervento di Dio è espresso nei profeti con il termine “il giorno del Signore.” Cosa si intende con Giorno del Signore? “In tutti i Profeti Minori il concetto è applicato agli atti immediati di Dio nel giudizio e nell’esilio (compiuti nel contesto storico dei profeti), così come alle realtà escatologiche del giudizio e della restaurazione (atti di Dio che devono ancora compiersi in un futuro lontano). Il Giorno del Signore a venire è applicato sia a Israele che alle nazioni, con la natura esatta di “quel Giorno” (benedizione o giudizio, futuro o contemporaneo) sempre determinata dal contesto. Il Giorno è semplicemente un momento di intervento e di coinvolgimento divino nelle vicende umane; è un momento in cui Dio agisce in risposta agli atti di Israele e delle nazioni.”
  • Qual è il profeta minore più lungo? Zaccaria
  • Qual è il profeta minore più breve? Abdia.
  • Di cosa parla Abdia?

Quale opera di Shakespeare inizia con le seguenti parole:

Nella bella Verona, dove poniamo la scena, per antica ruggine scoppia fra due famiglie di pari nobiltà una nuova rissa, nella quale il sangue civile macchia le mani dei cittadini. Dai fatali lombi di due nemici discende una coppia di amanti, nati sotto cattiva stella, le cui sventurate e pietose vicende seppelliscono con la loro morte l’odio dei genitori?

Ovviamente Romeo e Giulietta, una storia che parla di una lunga rivalità tra due famiglie, i  Montecchi e i Capuleti.

Ci sono delle rivalità che vanno avanti per anni, addirittura per secoli. Viviamo in una città che ne è la dimostrazione vivente: Pisa, con la rivalità con Firenze che dura da quasi 1000 anni.

Il libro del profeta Abdia è lungo solo 21 versetti e parla di una lunga rivalità che ha segnato secoli e secoli della storia di Israele.  Tantissimi anni prima di Abdia, infatti, Isacco, figlio di Abramo, ha due figli. Il primogenito si chiama Esaù mentre il secondogenito si chiama Giacobbe.

Il rapporto tra questi due fratelli, Esaù e Giacobbe, è molto conflittuale (Genesi 25-27). I discendenti di Giacobbe saranno chiamati israeliti, mentre i discendenti di Esaù? Edomiti. Il rapporto tra questi due popoli che condividono degli antenati comuni sarà conflittuale tanto quanto, se non di più, il rapporto tra Esaù e Giacobbe.

In Numeri 20, mentre Israele sta marciando dall’Egitto verso la terra promessa, viene riportata questa storia:

14 Poi Mosè mandò da Cades degli ambasciatori al re di Edom per dirgli: «Così dice Israele tuo fratello: “Tu conosci tutte le tribolazioni che abbiamo avute, 15 come i nostri padri scesero in Egitto e noi in Egitto abitammo per lungo tempo, e gli Egiziani maltrattarono noi e i nostri padri. 16 Noi gridammo al Signore ed egli udì la nostra voce e mandò un angelo e ci fece uscire dall’Egitto; ed eccoci ora a Cades, città situata all’estremo limite del tuo territorio. 17 Ti prego, lasciaci passare per il tuo paese, noi non passeremo né per campi né per vigneti e non berremo l’acqua dei pozzi; seguiremo la strada principale senza deviare né a destra né a sinistra finché abbiamo oltrepassato i tuoi confini”». 18 Ma Edom gli rispose: «Tu non passerai sul mio territorio; altrimenti, marcerò contro di te con la spada».

Il Regno di Edom era posizionato a Sud Est rispetto a Israele. Il territorio era montuoso e relativamente in alto, che è un dato importante per capire il testo di oggi. Grazie alla configurazione del proprio territorio, il regno di Edom era difficile da attaccare.

Edom inoltre godeva di una notevole ricchezza. Possedeva un’importante industria estrattiva e di fusione del rame. Esigeva pedaggi dalle carovane che percorrevano la leggendaria Via Regia, che iniziava dal Mar Rosso e correva lungo l’altopiano orientale fino a Damasco.[2] Ed infine, Edom era conosciuta anche per la sua saggezza.

Secoli di rivalità tra Edom e Giuda hanno il loro culmine durante quando Gerusalemme viene sconfitta e invasa dall’esercito Babilonese. Gli Edomiti approfittano di questa situazione e invece di aiutare i loro “cugini”, saccheggiano le città giudaiche, catturano e uccidono gli ebrei in fuga.

Il salmista in esilio, ripensando a questa storia, scrive:
Salmo 137:7 Ricòrdati, Signore, dei figli di Edom, che nel giorno di Gerusalemme dicevano: «Spianatela, spianatela, fin dalle fondamenta!»

Non abbiamo una datazione chiara per il libro di Abdia, ma tra le varie ipotesi credo che sia molto probabile che esso sia stato scritto durante l’esilio di Giuda in Babilonia, quindi dopo la caduta di Gerusalemme nel 586 a.C.

Se questa datazione è corretta, allora la visione che Abdia riceve, che si inserisce all’interno di questo rapporto conflittuale che dura da secoli, ed è la risposta alla supplica del salmista e di tanti altri esuli come lui. Cosà farà Dio nei confronti di questo popolo? Resterà a guardare? Il conflitto sarà un conflitto eterno? Il popolo di Israele continuerà a vivere momenti ciclici di alti e bassi?

Il giudizio di Dio

1 Visione di Abdia (ovvero servo del Signore). Così parla il Signore, Dio, riguardo a Edom: «Abbiamo ricevuto un messaggio dal Signore e un ambasciatore è stato mandato alle nazioni: “Alzatevi! Alziamoci contro di lui, alla guerra!”

2 Ecco, io ti rendo piccolo fra le nazioni, tu sei profondamente disprezzato.

 Cosa farà Dio nei confronti di Edom? La risposta la troviamo già nei primi versetti. Ecco, dice il Signore degli Eserciti, io ho mosso guerra contro Edom. Il Giorno del Signore sta per arrivare, il giudizio del Signore sta per arrivare nei confronti di Edom.

Continuiamo con la lettura e poniamo attenzione al fatto che i tempi verbali della profezia sembrano essere un pò sballati. Il Signore parla a volte al presente, indicando il futuro, e a volte al passato. Ovviamente non c’è confusione nel Signore, ma l’uso del passato per parlare qualcosa di futuro sottolinea come ciò che è decretato dal Signore sicuramente accadrà.

Il Giudizio di Dio enunciato


3 L’orgoglio del tuo cuore ti ha ingannato, o tu che abiti nei crepacci delle rocce e stabilisci la tua abitazione in alto; tu che dici in cuor tuo: “Chi potrà farmi precipitare a terra?” 4 Anche se tu facessi il tuo nido in alto come l’aquila, anche se tu lo mettessi fra le stelle, io ti farò precipitare di lassù», dice il Signore. 

Edom si era inorgoglito, pensava di potersi proteggere grazie alle montagne del suo territorio, ma cosa sono delle montagne per il Dio che ha creato le montagne e che è presente ovunque, sulla terra cos’ come tra le stelle dell’universo? La mano di Dio arriva lì dove l’uomo pensa di essere inarrivabile.

5 «Se ladri o briganti venissero a te di notte, come saresti rovinato! Non ruberebbero forse a loro piacimento? Se dei vendemmiatori venissero da te, non lascerebbero niente da racimolare.
6 Oh, come è stato frugato Esaù! Come sono stati cercati i suoi nascondigli!

Edom pensava di essere al sicuro perchè possedeva tante ricchezze, ma le ricchezze di questo mondo sono effimere e invece di proteggere possono esporre al pericolo e alla violenza. è proprio questo predice Abdia ad Edom: le tue ricchezze di saranno tolte, i nascondigli che contengono le ricchezze saranno svaligiati.


7 Tutti i tuoi alleati ti hanno respinto sino alla frontiera; quelli che erano in pace con te ti hanno ingannato, hanno avuto il sopravvento su di te; quelli che mangiano il tuo pane tendono un’insidia sotto i tuoi piedi, e tu non hai discernimento!

Edom pensava di non correre pericoli perchè era riuscito a costruire delle relazioni politiche vantaggiose.

Edom aveva un accesso speciale al popolo di Dio perché era fratello di Israele. Ma Edom decide di approfittare delle sventure di Giuda invece di aiutare il popolo di Dio. Edom decide di farsi alleati, di instaurare un rapporto pattizio (alleati) con dei popoli stranieri invece di legarsi ad Israele e questo le costerà caro.

8 Quel giorno», dice il Signore, «io farò sparire i saggi da Edom e il discernimento dal monte di Esaù. 9 I tuoi prodi, o Teman, saranno terrorizzati, e così tutti quelli del monte di Esaù periranno nel massacro.

Ecco il giudizio di Dio enunciato: io rimuoverò la tua saggezza, i tuoi guerrieri diventeranno pavidi e il monte di Esaù subirà un massacro.

Il Giudizio di Dio spiegato

Nonostante Dio sia libero di fare quello che vuole, il suo giudizio non è frutto di un capriccio. Dio, che non deve rendere conto a nessuno, comunque nei versetti che seguono spiega il motivo del suo giudizio. E vediamo che il verdetto del giudizio di Dio è adeguato, è proporzionato al crimine di Edom.

10 A causa della violenza fatta a tuo fratello Giacobbe, tu sarai coperto di vergogna e sarai sterminato per sempre. 11 Quel giorno tu eri presente, il giorno in cui gli stranieri portavano via il suo esercito, e i forestieri entravano per le sue porte e tiravano a sorte su Gerusalemme; anche tu eri come uno di loro.

Edom ha scelto di unirsi ai popoli che hanno invaso e deturpato la terra promessa.

12 Ah! Non gioire per il giorno della sventura di tuo fratello. Non ti rallegrare per i figli di Giuda nel giorno della loro rovina. Non parlare con tanta arroganza nel giorno dell’angoscia. 13 Non passare per la porta del mio popolo il giorno della sua sventura; non gioire, anche tu, della sua afflizione il giorno della sua sventura; non mettere le mani sul suo esercito il giorno della sua sventura. 14 Non appostarti ai bivi per sterminare i suoi fuggiaschi e non consegnare al nemico i suoi superstiti, nel giorno della sventura!

Nel giorno della sventura per Giuda, Edom non solo non l’aveva difeso ma aveva gioito, si era rallegrato, aveva parlato con arroganza, aveva combattuto contro i soldati di Giuda e aveva approfittato dei fuggiaschi!

Come un fratello pieno di rabbia aveva goduto della vendetta di cui era testimone. La rabbia del suo cuore, dopo secoli di rivalità, si è rivelata completamente contro Giuda e contro il Dio di Giuda e per questo motivo il verdetto di Dio è lo sterminio.

Circa 30 anni dopo la caduta di Gerusalemme, Babilonia, guidata dal re Nabonide,  attacca anche Edom.

Questa campagna segnò l’inizio della fine di Edom come entità politica indipendente. Poco dopo, Nabonide stabilì la sua residenza a Tayma, in Arabia, controllando le rotte commerciali che precedentemente passavano per il territorio edomita.

La profezia avverata, in un certo senso.

Ma il testo non si ferma qui. Dopo essere stato enunciato e spiegato, il giudizio di Dio viene esteso nel tempo e nello spazio.

Il Giudizio di Dio esteso nel tempo e nello spazio

15 Infatti il giorno del Signore è vicino per tutte le nazioni; come hai fatto, così sarà fatto a te: le tue azioni ti ricadranno sul capo.16 Come voi avete bevuto sul mio monte santo, così berranno tutte le nazioni; berranno e si ingozzeranno, e saranno come se non fossero mai state.

Il giorno del Signore coinvolge non solo Edom, ma tutte le nazioni della terra. Edom verrà punito a causa delle sue azioni, ma lo stesso succederà per tutte le nazioni che berranno il calice pieno di ira e di giudizio di Dio.

C’è una rivalità molto più profonda e molto più lunga di quella di Romeo e Giulietta o Pisa e Firenze. è la rivalità conflittuale presente dalla Genesi all’Apocalisse tra il seme di Dio e il seme di satana, tra il popolo di Dio e il popolo del diavolo.

Il giudizio contro l’orgoglio e il peccato di Edom è un anticipo del giudizio di Dio contro tutta l’umanità e tutta la terra. E c’è un fatto molto interessante che voglio condividere con voi. In ebraico le lettere che compongono il nome Edom sono le stesse identiche lettere che compongono il nome Adamo, il rappresentante di tutta l’umanità. In un certo senso Edom rappresenta tutti coloro che sono in Adamo, schiavi del peccato di Adamo.

Il giorno del Signore si manifesta con la sconfitta di Edom contro Babilonia, ma si manifesterà in maniera finale nel giorno del giudizio finale di Dio. Tutti coloro che sono in Adamo, che fanno affidamento sul proprio orgoglio, sulle proprie ricchezze, sulle proprie capacità, che covano rabbia e che sono ribelli al Signore stanno andando contro questo temibile giudizio.

Ma il giudizio di Dio non è solo di sterminio, è anche un giudizio di salvezza.

17 «Ma sul monte Sion ci saranno degli scampati ed esso sarà santo; e la casa di Giacobbe possederà ciò che le appartiene. 18 La casa di Giacobbe sarà un fuoco, e la casa di Giuseppe una fiamma; e la casa di Esaù come paglia che essi incendieranno e consumeranno; non rimarrà più nulla della casa di Esaù», perché il Signore ha parlato.

Il giudizio di Dio è come una medaglia con due facce. Da un lato abbiamo la morte, dall’altra la vita e la salvezza. Se il monte di Esaù porta alla morte, il monte di Gerusalemme, del popolo santo, invece, porta alla salvezza dal giudizio per gli scampati, per i pochi che avranno ricevuto la salvezza. La salvezza si trova sempre e solo presso Dio. Tutte le altre alternative, per quanto rassicuranti ai nostri occhi, portano solo alla distruzione.

Nel giorno del Signore la vera essenza delle cose verrà rivelata: il fuoco del popolo di Dio brillerà, la paglia degli edomiti sarà bruciata e consumata per sempre.

19 Quelli della regione meridionale possederanno il monte di Esaù; quelli della pianura possederanno il paese dei Filistei, il territorio di Efraim e quello di Samaria; e Beniamino possederà Galaad.20 I deportati di questo esercito, i figli d’Israele, possederanno il paese dei Cananei fino a Sarepta, e i deportati di Gerusalemme che sono a Sefarad possederanno le città della regione meridionale. 21 I salvati saliranno sul monte Sion per giudicare la montagna di Esaù. Allora il regno sarà del Signore.

Il nuovo regno, frutto del giudizio del Signore, si estenderà ben oltre i confini a cui Giudà era abituata. Questo nuovo regno sarà il regno del Signore, nel senso che chiaramente e univocamente il regno apparterrà al solo vero Dio. Nessuno potrà più minacciare il popolo di Dio, perché ogni nemico sarà stato giudicato e condannato per sempre.

Il giudizio che si estende fino a noi

Abbiamo visto come il giudizio di Dio contro Edom venga annunciato, spiegato ed infine esteso nel tempo e nello spazio. Fino ad arrivare a noi.

Abdia ci promette che il monte di Sion per noi non è più un posto dove ricevere il calice di giudizio di Dio, ma il luogo dove Gesù, il Messia, prende al posto nostro il calice dell’ira di Dio, il posto dove Gesù prende al posto nostro la giusta ira di Dio per il nostro orgoglio, la nostra superbia, il nostro peccato in modo che noi non dobbiamo ricevere più il giudizio di Dio. Se in Romeo e Giulietta è la morte della coppia a rendere possibile la pace tra le famiglie rivali, nella vita reale è il sangue di Cristo che ci permette di essere in pace con Dio, parte del suo popolo.

Vedete le somiglianze tra Giuda e Edom e la Chiesa e il mondo? Così come i giudei esiliati, anche noi come cristiani in esilio, pellegrini su questa terra dovremmo essere incoraggiati da questa visione. Siamo come gli ebrei in un modo di edomiti e possiamo essere incoraggiati come loro.

La pressione di un mondo che non si sottomette a Dio si fa sentire su noi credenti. Le difficoltà di vivere in un mondo ribelle al Signore è reale. Le ripercussioni del peccato sono evidenti. Spesso la Chiesa sembra un piccolo ingranaggio senza risorse all’interno di un mondo enorme e i credenti sembrano sballottati a destra e sinistra dalle potenze di questo mondo.

 è facile perdere la speranza. è facile concentrarci sulle sfide dell’esilio. In mezzo a tutto questo, Abdia ci ricorda: non è tutto qui. Abdia ci ricorda: Dio non si è dimenticato del suo popolo. Abdia ci ricorda: il Signore non è passivo. Abdia ci ricorda che il giorno del Signore è vicino, che la salvezza è vicina, che il Signore sta per intervenire per risolvere per sempre la rivalità fra Dio e il suo popolo e il nemico e il suo popolo.

Caro fratello, cara sorella, stai soffrendo? Non mollare, concentrati non su quello che stai vivendo ma su quello che un giorno vivrai. Guarda indietro a quello che è stato promesso da Abdia e guarda che fine ha fatto Edom.

Colloca la tua storia, la tua microstoria all’interno della macro storia di Dio e la tua storia quotidiana assumere la giusta prospettiva, quella di Dio.

Le ingiustizie, le vendette, le rivalità non si susseguiranno per sempre. L’ingiustizia finirà, le vendette cesseranno, le rivalità finiranno.  Tutto ciò che è sbagliato e ingiusto non passa inosservato e un giorno avrà fine e coloro che sono in esilio diventeranno coloro che regneranno grazie all’opera di Cristo Gesù sul Golgota.

Oltre che un incoraggiamento Abdia per noi è anche una sfida. Abbracciamo e ci fidiamo di un Dio onnipotente che promette di giudicare? O preferiamo pensare a Dio secondo i nostri gusti personali?

Se per Giuda allora e i credenti oggi Abdia ha un messaggio incoraggiante, per gli edomiti, per coloro che non confidano in Dio Abdia ha un messaggio terribile. Il Giorno del Signore è vicino, e in quel giorno chiunque sarà trovato come Edom verrà distrutto, verrà consumato come la paglia. Dio non deve rendere conto a nessuno, ma ha comunque deciso di rivelare il motivo del suo giudizio e i credenti possono lodare Dio per la sua giustizia.

Nella sua giustizia, Dio condannerà per sempre tutti coloro che avranno confidato nelle cose sbagliate, coloro che hanno fatto all-in su cose sbagliate. Stai fondando la tua vita sulle tue ricchezze? Stai fondando la tua vita sulle relazioni che stai costruendo? Stai fondando la tua vita sulla tua saggezze e intelligenza? Stai fondando la tua vita sul tuo orgoglio? Pensi di essere più scaltro di Dio? Allora stai rischiando tutto.

L’unico modo per scampare dal giusto giudizio di Dio è di andare sul monte del Signore, arrivare ai piedi della croce di Cristo e dire: Mio Signore, mio Salvatore, accetto il tuo sacrificio.

[1] https://www.thegospelcoalition.org/essay/minor-prophets/

[2] https://www.thegospelcoalition.org/commentary/obadiah/

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