Abbiamo da pochi giorni assistito alla cerimonia di apertura delle olimpiadi invernali di
Milano-Cortina. Quelli tra di noi che sono appassionati di sport si preparano ad una scorpacciata di
sport.
L’inizio delle Olimpiadi è segnato dall’arrivo della fiaccola e dall’accensione del braciere. I
tedofori, che hanno percorso le strade italiane a piedi, hanno portato la fiamma olimpica in tutte e
20 le regioni italiane, cercando di trasmettere un messaggio di speranza, di amore, di pace, sperando
addirittura che le olimpiadi possano portare ad una tregua olimpica dei conflitti armati che ci sono
nel mondo, per esempio tra Russia e Ucraina.
Papa Leone ha affermato:
“In un mondo assetato di pace, abbiamo bisogno di strumenti che pongano ‘fine alla prevaricazione,
all’esibizione della forza e all’indifferenza per il diritto. Incoraggio vivamente tutte le Nazioni, in
occasione dei Giochi Olimpici…, a riscoprire e a rispettare questo strumento di speranza che è la
Tregua olimpica, simbolo e profezia di un mondo riconciliato”
Che bello quando qualcuno come un tedoforo cammina per le strade, va incontro alle persone per
annunciare qualcosa di bello, qualcosa di positivo.
La volta scorsa abbiamo iniziato con i primi 8 versetti del capitolo 1 di Naum. In questi versetti il
Signore del patto si rivela al suo popolo ricordandogli e comunicandogli chi lui è. In questa
particolare occasione, descrivendo sé stesso il Signore si presenta come geloso, vendicatore, giusto,
distruttore. Visto che l’oracolo ha come destinatario Ninive e il regno assiro è facile intuire il tipo di
messaggio che il Signore ha per questo regno.
L’ultimo versetto che avevamo commentato domenica scorsa era l’8:
8 Ma con una irrompente inondazione egli distruggerà completamente chi lo attacca e inseguirà i
suoi nemici fin nelle tenebre.
Il Signore promette di inseguire i suoi nemici fino nelle tenebre. Non c’è rifugio, non c’è protezione
che possa salvare dalla vendetta di Dio. Questa vendetta viene ora descritta nei versetti 9-15.
9 Che cosa premeditate voi contro il SIGNORE? Egli farà una distruzione totale; la sventura non si
abbatterà due volte. 10 Poiché, anche se fossero intrecciati come rovi e fradici di bevande, saranno
interamente consumati come stoppia secca.
11 Da te è uscito colui che ha tramato il male contro il SIGNORE, che ha premeditato scelleratezze.
12 Così dice il SIGNORE: «Anche se forti e numerosi, saranno falciati e scompariranno; e se io ti ho
afflitta, non ti affliggerò più. 13 Ora spezzerò il suo giogo di dosso a te e romperò le tue catene».
14 Quanto a te, il SIGNORE ha dato quest’ordine: «Che non ci sia più discendenza con il tuo nome.
Io eliminerò dalla casa delle tue divinità le immagini scolpite e le immagini fuse; io ti preparerò la
tomba, perché sei diventato spregevole».
15 (D)Ecco, sui monti, i piedi di un messaggero che porta buone notizie, che annuncia la pace!
Celebra le tue feste, o Giuda, adempi i tuoi voti, perché il malvagio non passerà più in mezzo a te;
egli è completamente distrutto.
La distruzione decretata
Il primo aspetto su cui vorrei concentrarmi è la distruzione decretata dal Signore. Troviamo questo
aspetto espresso nei versetti 9-11 e 14.
Al momento dell’oracolo Ninive e il regno assiro è ancora potente, violento e sembra in pieno
controllo del proprio destino.
Ma il Signore ha decretato che questo regno scomparirà. Per gli ebrei del tempo, umanamente
parlando, tutto questo poteva sembrare assurdo. Eppure è il Signore che decreta la lunghezza dei
regni, è il Signore che controlla l’ascesa e la caduta dei grandi di questo mondo, anche di coloro che
non lo onorano e non lo riconoscono. Tutto è nelle sue mani.
Guardate al versetto 9: cosa premeditate contro il Signore? Cosa pensate di fare? Perchè vi illudete
di poter agire contro il Dio onnipotente? Ecco, dice il Signore, la distruzione che si sta per abbattere
su di voi sarà totale, completa.
Il versetto 10 usa un’immagine, un’illustrazione agricola per farci immaginare la distruzione che il
Signore sta per compiere. Ad inizio gennaio sono stato a trovare i miei genitori ed una delle cose
che più mi piace quando sono a casa dei miei in inverno è accendere la stufa. Quindi un giorno mi
sono messo, ho pulito la stufa, ho messo dei fogli di giornale, dei legnetti secchi, poi la legna più
grande e alla fine ho usato l’accendino e la diavolina per far partire il fuoco. Con mio grande
dispiacere il fuoco si è spento dopo pochi minuti.
L’intervento di Dio, invece, è simile ad un fuoco consumante: gli assiri che opprimevano Israele e
Giuda saranno bruciati come stoppia secca, anche se proveranno a bagnarsi, ad inzupparsi. Questa
immagine mi ha fatto pensare a quella storia del profeta Eliseo il quale sfida 450 profeti di di Baal
per dimostrare chi è il vero Dio. I profeti di Baal invocano invano il loro dio, mentre il Dio di Elia
dimostra tutta la sua potenza e presenza bruciando completamente l’altare che Elia aveva costruito e
poi inondato con 12 otri d’acqua.
Se i versetti 9 e 10 sono destinati a tutto il popolo assiro, il versetto 11 si rivolge ad una persona
nello specifico: dalle file del popolo assiro è uscito chi? Colui che ha tramato il male contro il
SIGNORE, che ha premeditato scelleratezze.
Tutto il popolo assiro era colpevole, ma in maniera particolare c’è una persona che è maggiormente
colpevole. In modo particolare c’è una persona le cui azioni hanno specialmente irritato il Signore e
scatenato l’ira di Dio. E’ un particolare interessante. Tutti gli assiri sono colpevoli e al tempo stesso
un assiro in maniera particolare è colpevole e a causa delle sue azioni scellerate tutto il popolo verrà
punito.
Chi è questa persona? Chi è il colpevole? Un commentario su Naum scrive così:
L’opinione comune è che questo si riferisca a Sennacherib, il re assiro che guidò le sue forze in
Giuda durante il regno di Ezechia. Nonostante la sua superiore potenza militare e la sua strategia,
fu divinamente ostacolato nel portare a termine il suo piano.1
1 https://www.thegospelcoalition.org/commentary/nahum/
Il versetto 14 riprende il tema della distruzione totale e dichiarata dal Signore. A causa
dell’idolatria, a causa dell’orgoglio di Ninive, a causa delle azioni, dei desideri, dei pensieri
spregievoli di questo popolo, il Signore promette di cancellarlo e depositarlo in una tomba. Migliaia
di anni fa Ninive splendeva in tutta la sua maestà. Ora Ninive non è che un ammasso di rovine in
Iraq e il Regno Assiro è qualcosa di cui si legge qualcosa nei libri di scuola.
Penso sia estremamente incoraggiante sapere che il Signore decreti la fine dell’empio. Abbiamo a
che fare con un Dio che determina il destino e il futuro di tutto. Non un Dio che subisce, ma un Dio
che governa. Un Dio in grado di innalzare e abbassare secondo il suo piano.
La pace annunciata
Se da una parte la distruzione di Ninive viene decretata, dall’altra viene annunciata la pace di
Giuda. Questo aspetto è presente nei versetti 12, 13 e 15.
Guardate insieme a me come nei versetti 12 e 13 il Signore sposta l’attenzione dalla distruzione nei
confronti di Ninive e si rivolge al suo popolo:
12 Così dice il SIGNORE: «Anche se forti e numerosi, saranno falciati e scompariranno; e se io ti ho
afflitta, non ti affliggerò più. 13 Ora spezzerò il suo giogo di dosso a te e romperò le tue catene».
La fine del popolo assiro coincide con la pace per il popolo di Dio. Non importa quanto siano forti,
non importa quanto siano numerosi, saranno falciati come l’erba dei campi.
All’interno di questa pace che viene predetta per il popolo di Dio c’è un particolare che non
dovremmo lasciarci sfuggire. La fine del versetto 12 afferma: e se io ti ho afflitta, non ti affliggerò
più.
Gli ebrei stavano subendo l’afflizione del regno assirio non perché questo regno era libero di fare
quello che voleva, ma perché il Signore aveva concesso loro di affliggere il suo popolo a causa del
suo peccato.
Ma il Signore non affligge per sempre il suo popolo. La relazione pattizia, l’alleanza che Dio ha con
il suo popolo portano il Signore a mostrare bontà verso la sua famiglia. Il salmo 103 ci tramanda
queste bellissime parole:
8 Il Signore è pietoso e clemente, lento all’ira e ricco di bontà.
9 Egli non contesta in eterno, né serba la sua ira per sempre.
10 Egli non ci tratta secondo i nostri peccati e non ci castiga in proporzione alle nostre colpe.
11 Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così è grande la sua bontà verso quelli che lo
temono.
12 Come è lontano l’oriente dall’occidente, così ha egli allontanato da noi le nostre colpe.
13 Come un padre è pietoso verso i suoi figli, così è pietoso il Signore verso quelli che lo temono.
Ancora poco tempo e il giogo sarebbe stato spezzato e le catene rotte. La pace che il Signore
annuncia è sinonimo di libertà, di libertà dalla schiavitù, dall’oppressione, libertà dalle conseguenze
del peccato.
Forse stai sperimentando nella tua vita le conseguenze del peccato. Forse stai gustando, se così si
può dire, lo sdegno del Signore per delle scelte che stai facendo e che non sono in accordo con la
sua volontà, la sua santità, la sua gloria.
Torna con tutto il tuo cuore al Signore, confessa il tuo peccato e troverai che il Signore non ti ha
mai abbandonato, che ha usato anche l’afflizione per trasformarti e plasmarti.
C’è questo bellissimo versetto nel Salmo 51, dove Davide confessa il suo peccato e dice:
8 Fammi di nuovo udire canti di gioia e di letizia, ed esulteranno quelle ossa che hai spezzate.
Il Signore è in grado di trasformare il dolore causato dal tuo peccato in qualcosa di gioiso. Il
Signore ci affligge a causa del nostro peccato, ma non contesta in eterno. Come abbiamo cantato
Che amor può scordare il nostro peccare,
Seppure onnisciente Dio lo ha cancellato,
Gettato in un mare che non ha fondo
Lode a Dio, la sua grazia immensa è
Più forte del male, nuova ogni dì
Le colpe abbandono, ma la grazia di più
Stai sperimentando la pressione del peccato, la sofferenza dal peccato? Torna al Signore, permetti al
Signore di redimere la tua sofferenza, permettigli di usarla per la sua gloria e permettigli di farti
sperimentare la tua pace.
L’ultimo versetto di oggi, il 15, è anche il versetto in cui si fa riferimento in maniera esplicita alla
pace annunciata da Dio: 15 Ecco, sui monti, i piedi di un messaggero che porta buone notizie, che
annuncia la pace!
Al versetto 11 un solo uomo ha tramato contro il Signore e per colpa sua tutto il popolo assiro verrà
distrutto. Nel versetto 15, invece, sempre un solo uomo porta un messaggio di pace, di fine della
guerra, per tutto il popolo. Che belli i piedi di colui che porta buone notizie e che annuncia la pace!
All’inizio abbiamo parlato dei tedofori, che sono un bell’esempio di questo concetto. Uomini e
donne che portano la luce, la fiamma delle olimpiadi in tutte le strade del mondo.
Tra gli sport più iconici delle olimpiadi moderne c’è la maratona. Ovviamente la maratona si corre
durante le olimpiadi estive e non quelle invernali, dove invece ci sono le gare di sci di fondo. Però
sicuramente ricorderete che “l’origine della maratona è legata alla storia della battaglia di
Maratona: secondo la tradizione, nel 490 a.C. l’esercito persiano, … si ferma a Maratona. Gli
Ateniesi mandano il messaggero Fidippide a chiedere aiuto a Sparta. Fidippide,copre i 237 km da
Atene a Sparta in un giorno e mezzo.
A Sparta gli risposero che erano disposti ad aiutare Atene ma non prima di dieci giorni. Fidippide
allora torna indietro con la stessa velocissima corsa per avvertire i generali ateniesi. Quando poi,
con un’abile manovra, gli Ateniesi riescono a sconfiggere i Persiani, Fidippide si precipita ad
Atene per annunciare la vittoria ed evitare che, temendo la sconfitta, la città fosse bruciata. Giunge
ad Atene stremato, dopo aver percorso complessivamente 500 km circa in pochi giorni; prima di
morire riuscì a dire «siamo vittoriosi», o forse solo «vittoria».2
2 https://www.treccani.it/enciclopedia/maratona_(Enciclopedia-dei-ragazzi)/
Che belli i piedi di Fidippide, che depone la sua vita per annunciare la vittoria, la pace per il suo
popolo, per la sua città, per la sua famiglia.
Chi è il messaggero del versetto 15 di Naum 1, invece? In un certo senso è colui che annuncerà la
sconfitta definitiva del regno assiro nell’anno 612 a.C. è colui che arriverà a Gerusalemme e dirà,
come Fidippide: è finita. Vedremo questo nelle prossime settimane.
La distruzione e la pace più grande
Ma in un altro senso il messaggero di Naum 1:15 è anche qualcun’altro. Sono due settimane che vi
dico che questa profezia ha come destinatario l’impero assiro e la sua capitale, Ninive. Ed è vero,
non vi ho mentito.
Però è interessante notare che nel capitolo 1 Ninive viene citata solo nel primissimo versetto, che
recitava: Oracolo su Ninive; libro della visione di Naum l’Elcosita.
Nel resto del capitolo non c’è nessun riferimento esplicito a Ninive. Non solo questo, ma il versetto
15 è una citazione di Isaia 52 che dice così:
7 Quanto sono belli, sui monti, i piedi del messaggero di buone notizie[a], che annuncia la pace,
che è araldo di notizie liete, che annuncia la salvezza, che dice a Sion: «Il tuo Dio regna!»
8 Ascolta le tue sentinelle! Esse alzano la voce, prorompono tutte assieme in grida di gioia; esse
infatti vedono con i propri occhi il Signore che ritorna a Sion.
9 Prorompete assieme in grida di gioia, rovine di Gerusalemme! Poiché il Signore consola il suo
popolo, salva Gerusalemme.
10 Il Signore ha rivelato il suo braccio santo agli occhi di tutte le nazioni; tutte le estremità della
terra vedranno la salvezza del nostro Dio.
La stessa profezia di Naum solo che Isaia non sta parlando della fine del regno assiro ma della fine
del regno babilone, che viene dopo quello assiro. Il regno assiro sarà sconfitto, ma quella purtroppo
non sarà la fine dell’oppressione, della sofferenza, delle tribolazioni.
Dopo il regno assiro ci sarà quello babilonese, dopo quello babilonese quello persiano, dopo quello
persiano quello greco, dopo quello greco quello romano e così via. Ci sarà sempre un regno che
affliggerà il popolo di Dio. Lo vediamo anche ai giorni nostri. Il regno occidentale sembra
sgretolarsi sotto i nostri occhi e non sappiamo cosa succederà in futuro.
Se per ogni regno c’è bisogno di un messaggero che porti la buona notizia della sua fine, allora
questa vita è un infinito ciclo di sofferenze. Questo messaggero di buone notizie, che annuncia la
pace, non può essere un semplice uomo, perché sarebbe molto limitata la pace che annuncia. Ma sia
Naum che Isaia stanno parlando anche di qualcun altro.
Isaia 52, infatti, viene subito prima la descrizione del servo di Dio, colui che viene mandato per
portare a compimento il piano di Dio e poi Paolo cita Naum 1:15 ed Isaia 57:7 in Romani 10
facendo riferimento alla potenza e bellezza del Vangelo di Cristo annunciato.
Questo messaggero, in ultima analisi, è Cristo Gesù, colui che corre a piedi nudi la nostra maratona
fino alla croce, dove muore al posto, annunciando “tutto è compiuto, la vittoria è stata assicurata!”
Gesù è il messaggero definitivo di pace, Gesù è il vero Fidippide, Gesù è colui che porta pace eterna
e duratura, non una fallibile pace olimpica ma una pace universale ed eterna.
Naum 1 quindi è un’immagine di qualcosa di molto più grande della distruzione dell’impero assiro,
per quanto questa sia stata eclatante ed estremamente incoraggiante per gli ebrei. Naum 1 è
un’immagine della sconfitta definitiva del regno di satana e la vittoria completa del regno di Dio, il
regno che durerà per sempre.
Colui che al versetto 11 trama il male contro il Signore è satana, che usa i regni di questo mondo per
premeditare scelleratezze contro Dio e il suo popolo. Tutti quelli che sono con lui ed in lui saranno
per sempre annientati e distrutti dal Signore.
Il messaggero di pace e buone notizie del versetto 15 è invece Cristo Gesù, e tutti quelli che sono
con lui e in lui sono i beneficiari di questa pace.
Per questo motivo possiamo celebrare, adempiere i voti, seguire la legge del SIgnore: il malvagio
non passerà più in mezzo a noi, non avrà più potere su di noi, è stato distrutto completamente alla
croce.
La vittoria è completa, la pace è reale.

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