Immaginate per un attimo una giornata al mare d’estate. Lo so che negli ultimi mesi ha fatto freddo ed è stato piovoso, ma se vi sforzate riuscirete comunque ad immaginare una giornata estiva al mare. Pensate alla sabbia calda sotto i vostri piedi, la pelle esposta al sole che si riscalda, la bibita ghiacciata che vi rinfresca la mano, il fruscio delle onde, lo schiamazzo dei bambini che giocano con una palla. Immaginare una giornata estiva è difficile ma non impossibile.
Immaginate ora di vivere durante l’impero assiro. Potreste abitare a Ninive, a Gerusalemme, a Babilonia, in Egitto e sperimentereste sulla vostra pelle la potenza, lo splendore, la forza, l’organizzazione di questo impero.
Avreste visto la temibile cavalleria assira, avreste visto le immagini che rappresentano la brutalità della tortura assira, avreste subito la feroce propaganda dell’impero, avreste visto la capacità degli assiri di raccogliere informazioni. Tutti voi conoscereste qualcuno che è stato ucciso, o imprigionato o esiliato dall’impero assiro.
Vivendo quotidianamente la realtà del regno assirio vi sareste convinti che questo regno sia invincibile, imbattibile, eterno.
Ho letto una frase su internet che descrive bene questa situazione:
Al suo apice, l’Assiria era essenzialmente l’unica potenza nel Vicino Oriente con il dominio su tutte le principali città della regione. Per quanto riguarda la storia documentata, la sua portata e influenza erano senza precedenti fino a quel momento.
Immaginate appunto di vivere durante questo impero. Non è facilissimo, ma non è nemmeno impossibile. La nostra immaginazione ci aiuta, ci viene incontro e riesce a trasportarci in una realtà che non abbiamo mai conosciuto.
Il popolo di Giuda, ovvero i primi destinatari di Naum, arrivando al capitolo 2, avrebbe dovuto compiere un simile esercizio di immaginazione. Abbiamo detto che il Signore parla attraverso Naum per esortare Giuda e Naum 2 aiuta loro ad immaginare una realtà che essi, in prima persona, non avevano mai conosciuto: la fine di Ninive.
Dopo essersi presentato e autodescritto, nei primi 8 versetti del primo capitolo, come il Signore che distrugge, e dopo aver decretato la distruzione di Ninive e la pace per il suo popolo, nel capitolo 2 il Signore offre una un’anteprima molto visiva di quello che succederà.
Immaginare la fine di un regno
2:1 Un distruttore marcia contro di te; custodisci bene la fortezza, sorveglia le strade, rafforza le tue reni, raccogli tutte le tue forze!
2 Poiché il Signore ristabilisce la gloria di Giacobbe e la gloria d’Israele; perché i saccheggiatori li hanno saccheggiati e hanno distrutto i loro tralci.
Sta per arrivare un distruttore, che marcia contro Ninive. Il Signore sfida Ninive a prepararsi, a raccogliere le forze in vista di questa battaglia. Ma tutto sarà inutile, perché il Signore sta per ristabilire la gloria d’Israele.
Il Signore abbatte i suoi nemici e al tempo stesso innalza il suo popolo. Il Signore si è unito al suo popolo e il suo popolo gode della vittoria del suo Signore. Non so quanti di voi amano perdere. Credo che sia abbastanza normale amare la vittoria e non la sconfitta. Ecco, noi che apparteniamo al Signore siamo destinati a vincere: una vittoria eterna, finale, una vittoria gloriosa, una vittoria senza possibilità di perdita.
E’ una verità utile da tenere a mente quando ci sembra che la nostra vita sia una disfatto, o una prova continua. E’ una verità utile da ricordare quando il peccato e la carne sembrano imbattibili. E’ una verità utile da ricordare quando noi o qualcuno intorno a noi fallisce moralmente e spiritualmente. E’ una verità da ricordare quando delle chiese locali chiudono o dei ministeri arrancano. Il Signore garantisce la vittoria al suo popolo, non al singolo credente o alla singola opera, ma al suo popolo.
E per visualizzare questa vittoria futura, questa liberazione inaspettata Naum porta i suoi lettori a vedere delle anteprime della battaglia. Un pò come vedere un trailer di un film utopico. Scorci, scene, immagini di qualcosa che sembra impossibile.
“Ecco, guardate l’esercito che marcia verso Ninive…” “Un esercito che marcia contro Ninive?” “Ma che dici Naum, hai bevuto?” “No, no, guardate bene…”
3 Lo scudo dei suoi prodi è tinto di rosso, i suoi guerrieri vestono di porpora; nel giorno in cui egli si prepara, l’acciaio dei carri scintilla e si brandiscono le lance di cipresso.
4 I carri si lanciano furiosamente per le strade, si precipitano per le piazze; il loro aspetto è come di fiaccole, guizzano come fulmini.
In lontananza si vede un esercito. La storia ci dirà che l’esercito in questione è l’esercito composto dai medi e dai babilonesi, che nel 612 a.C assediò Ninive.
“Va bene Naum, un esercito che marcia contro Ninive, ma Ninive ha un esercito superiore, degli ufficiali imbattibili…”
5 Il re di Ninive[a] si ricorda dei suoi prodi ufficiali; essi inciampano nella loro marcia, si precipitano verso le mura e la difesa è preparata.
6 Le porte dei fiumi si aprono e il palazzo crolla.
7 È fatto! Niniv] è spogliata e portata via; le sue ancelle gemono come colombe e si battono il petto.
I prodi ufficiali inciampano, si preparano per difendersi ma accade l’inimmaginabile: i fiumi inondano la città e il palazzo crolla. Ora, i fiumi potrebbero essere un’immagine dei soldati che invadono la città, ma secondo alcuni resoconti antichi il fiume Tigre inondò effettivamente la città di Ninive causando il crollo di alcune parti di mura e favorendo la vittoria dell’esercito medo-babilonese.
8 Ninive era come un serbatoio pieno d’acqua, e ora l’acqua fugge! Fermatevi! fermatevi! Ma nessuno si volta.
L’immagine dell’acqua viene usata anche al versetto 8. Ninive sembrava una fortezza inespugnabile, come una cisterna o un serbatoio pieno d’acqua. Sembrava impossibile che l’acqua potesse uscire. Invece ora l’acqua scappa via, l’esercito assiro è disperso.
Le persone che ascoltavano Naum ora si immaginano la scena. Ora iniziano a sperare. “E poi Naum, cosa succede? Cosa succederà al regno assiro, che ha depredato, saccheggiato, distrutto, che ha portato paura e sofferenza ovunque?” Naum risponde “tutto quello che loro hanno fatto, stanno per subirlo”
9 Saccheggiate l’argento, saccheggiate l’oro! Ci sono tesori senza fine, montagne d’oggetti preziosi di ogni specie.
10 Essa è vuotata, spogliata, devastata; i cuori vengono meno, le ginocchia tremano, tutti i fianchi sono dolenti, tutti i volti impallidiscono.
11 Dov’è questo covo di leoni, questo luogo dove facevano il pasto i leoncelli, dove il leone, la leonessa e i leoncelli passeggiavano, senza che nessuno li spaventasse?
12 Là il leone sbranava per i suoi piccoli, strangolava per le sue leonesse e riempiva i suoi covi di preda, le sue tane di rapina.
Nel 612 a.C., dopo tre mesi, le difese di Ninive cedono, la città viene conquistata e distrutta e il re assiro muore.
I saccheggiatori diventano i saccheggiati, coloro che depredavano subiscono la depredazione, coloro che incutevano timore impallidiscono, coloro che predavano diventano preda. La tana del leone è vuota, i leoni non ci sono più.
Da quel momento in poi Ninive e il regno assiro iniziano a perdere importanza e potere, fino ad essere completamente distrutti e dimenticati.
Quello che farà l’esercito medo-babilonese è incredibile. Nessuno poteva immaginare che il regno assiro potesse essere sconfitto. Ma non sono loro i veri protagonisti di questa storia.
13 «Eccomi a te», dice il Signore degli eserciti; «io brucerò i tuoi carri che andranno in fumo, la spada divorerà i tuoi leoncelli; io strapperò dal paese la tua preda e non si udrà più la voce dei tuoi messaggeri».
Il vero protagonista è Dio. Lui è il Signore degli eserciti. L’esercito medo-babilonese non è altro che un esercito guidato dal Signore per eseguire il suo piano e distruggere Ninive. La fine di Ninive, che per gli ebrei al momento è ancora lontana e difficile da immaginare, sarà opera del Signore. Le armi da guerra verranno distrutte, i soldati annientati, la forza di Ninive schiacciata.
Che incredibile incoraggiamento per il popolo di Dio oppresso. Poter immaginare la fine del regno assiro.
Immaginare la fine del regno di satana
A volte si dice che nella vita bisogna visualizzare l’obiettivo per riuscire ad ottenerlo. A volte si dice “se riesci ad immaginarlo allora allora puoi farlo”. Bellissima frase motivazionale, ma a volte nella vita reale questo non accade. Tante volte ho visualizzato ed immaginato delle cose che poi non si sono realizzate. In me non c’è la capacità di plasmare il futuro. Certo, posso impegnarmi, posso dare tutto me stesso, posso vivere in maniera attiva e non passiva, in maniera intenzionale e non rassegnata. Ma non posso andare oltre. Non posso determinare quello che succederà.
Anche spiritualmente, non posso dichiarare delle cose, anche nel nome di Gesù, e pretendere o pensare che si avvereranno. Io non sono in grado di determinare il futuro. Mi posso impegnare, mi posso sforzare, ma non posso fare altro.
Con Dio invece è possibile. E’ Dio che definisce e determina il futuro. E’ Dio che interviene in prima persona per far finire il regno assiro. E abbiamo già visto come Naum non parli solo della fine del regno assiro ma anche della fine di ogni regno malvagio e, in ultima analisi, della fine del regno di satana.
Noi ora subiamo la violenza, l’ingiustizia di un regno che è contrario al Signore. Un regno malvagio, anch’esso rappresentato da un leone. Un leone ruggente, ci ricorda Pietro, che “va attorno …cercando chi possa divorare.” Io non sono un leone, sono una preda che il nemico vorrebbe divorare. La situazione non è affatto facile. L’agonia è reale. La lotta è reale.
E quindi soffriamo. E quindi cadiamo. E quindi sbagliamo. Ci confrontiamo con la malattia, con la depressione, con il fallimento, con la morte. Alcuni di noi cadranno. Alcuni di noi si ammaleranno. Alcuni di noi si arrenderanno. Alcuni di noi vivranno cose difficilissime. Alcuni di noi, come dicevamo mercoledì, vivranno fasi prolungate di valle dell’ombra della morte. Alcuni di noi si sveglieranno spesso angosciati, impauriti, stanchi. Alcuni di noi andranno a dormire con l’ansia e il panico a fargli compagnia.
Alla luce di tutte queste cose è facile iniziare a pensare che sia tutto qui, che questa è l’unica realtà. Sappiamo in teoria che questa non è la fine della storia, ma facciamo fatica a credere veramente a questa cosa. Sappiamo che Cristo un giorno tornerà, ma quando ci svegliamo il lunedì mattina la realtà sembra essere completamente diversa.
Ma i giorni del regno di satana sono segnati. Così come Naum annuncia la fine di Ninive, Gesù ci annuncia la fine di satana. La sua morte sulla croce è la proclamazione della sconfitta di satana e del suo regno. Gesù ha già vinto e un giorno tornerà a finirà ciò che ha iniziato. Il regno del terrore, del peccato sta per essere distrutto completamente.
E la sua distruzione, il suo annientamento coinciderà con l’innalzamento del popolo di Dio. La gloria di Dio diventerà la nostra gloria. Coloro che sono stati feriti, attaccati, saccheggiati spiritualmente, perseguitati a motivo di giustizia, torturati a causa del nome di Gesù saranno innalzati e tutti vedranno il popolo di Dio splendere.
Riesci ad immaginarlo? Facciamolo insieme.
In conclusione vi voglio portare ad un altro testo, dal NT questa volta, che Dio ci ha lasciato per immaginare, per pregustare, per anticipare la fine del regno di satana e la realizzazione definitiva del regno dei cieli. Siamo in Apocalisse 19 e Apocalisse 21 e potete seguire il testo, oppure potete anche chiudere gli occhi ed immaginare questa scena.
Apocalisse 19:1 Dopo queste cose, udii nel cielo una gran voce come di una folla immensa, che diceva: «Alleluia! La salvezza, la gloria e la potenza appartengono al nostro Dio, 2 perché veritieri e giusti sono i suoi giudizi. Egli ha giudicato la grande prostituta che corrompeva la terra con la sua prostituzione e ha vendicato il sangue dei suoi servi, chiedendone conto alla mano di lei». 3 E dissero una seconda volta: «Alleluia! Il suo fumo sale per i secoli dei secoli».
4 Allora i ventiquattro anziani e le quattro creature viventi si prostrarono e adorarono Dio che siede sul trono, dicendo: «Amen! Alleluia!»
5 Dal trono venne una voce che diceva: «Lodate il nostro Dio, voi tutti suoi servitori, voi che lo temete, piccoli e grandi».
6 Poi udii come la voce di una gran folla e come il fragore di grandi acque e come il rombo di forti tuoni, che diceva: «Alleluia! Perché il Signore, {nostro} Dio, l’Onnipotente, ha stabilito il suo regno. 7 Rallegriamoci ed esultiamo e diamo a lui la gloria, perché sono giunte le nozze dell’Agnello e la sua sposa si è preparata. 8 Le è stato dato di vestirsi di lino fino, risplendente e puro; poiché il lino fino sono le opere giuste dei santi».
9 E l’angelo mi disse: «Scrivi: “Beati quelli che sono invitati alla cena delle nozze dell’Agnello”». Poi aggiunse: «Queste sono le parole veritiere di Dio». 10 Io mi prostrai ai suoi piedi per adorarlo. Ma egli mi disse: «Guàrdati dal farlo. Io sono un servo come te e come i tuoi fratelli che custodiscono la testimonianza di Gesù: adora Dio! Perché la testimonianza di Gesù è lo spirito della profezia».
Seconda venuta di Cristo; vittoria sulla bestia e sul falso profeta
11 Poi vidi il cielo aperto, ed ecco apparire un cavallo bianco. Colui che lo cavalcava si chiama Fedele e Veritiero, perché giudica e combatte con giustizia. 12 I suoi occhi erano {come} fiamma di fuoco, sul suo capo vi erano molti diademi e portava scritto un nome che nessuno conosce fuorché lui. 13 Era vestito di una veste tinta di sangue e il suo nome è «la Parola di Dio». 14 Gli eserciti che sono nel cielo lo seguivano sopra cavalli bianchi, ed erano vestiti di lino fino bianco e puro. 15 Dalla bocca gli usciva una spada affilata per colpire le nazioni; ed egli le governerà con una verga di ferro, e pigerà il tino del vino dell’ira ardente del Dio onnipotente. 16 E sulla veste e sulla coscia portava scritto un nome: «Re dei re e Signore dei signori».
17 Poi vidi un angelo che stava in piedi nel sole. Egli gridò a gran voce a tutti gli uccelli che volano in mezzo al cielo: «Venite! Radunatevi per il gran banchetto di Dio, 18 per mangiare carne di re, di capitani, di prodi, di cavalli e di cavalieri, di uomini d’ogni sorta, liberi e schiavi, piccoli e grandi».
19 E vidi la bestia e i re della terra e i loro eserciti radunati per far guerra a colui che era sul cavallo e al suo esercito.
20 Ma la bestia fu presa, e con lei fu preso il falso profeta che aveva fatto prodigi davanti a lei, con i quali aveva sedotto quelli che avevano preso il marchio della bestia e quelli che adoravano la sua immagine. Tutti e due furono gettati vivi nello stagno ardente di fuoco e di zolfo. 21 Il rimanente fu ucciso con la spada che usciva dalla bocca di colui che era sul cavallo, e tutti gli uccelli si saziarono delle loro carni.
…
Apocalisse 21:1 Poi vidi un nuovo cielo e una nuova terra, poiché il primo cielo e la prima terra erano scomparsi, e il mare non c’era più. 2 E vidi la santa città, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo da presso Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. 3 Udii una gran voce dal trono, che diceva: «Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini! Egli abiterà con loro, essi saranno suoi popoli e Dio stesso sarà con loro {e sarà il loro Dio}. 4 Egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi e non ci sarà più la morte, né cordoglio, né grido, né dolore, perché le cose di prima sono passate».
5 E colui che siede sul trono disse: «Ecco, io faccio nuove tutte le cose». Poi [mi] disse: «Scrivi, perché queste parole sono fedeli e veritiere», e aggiunse: 6 «Ogni cosa è compiuta. Io sono l’alfa e l’omega, il principio e la fine. A chi ha sete io darò gratuitamente della fonte dell’acqua della vita. 7 Chi vince erediterà queste cose, io gli sarò Dio ed egli mi sarà figlio. 8 Ma per i codardi, gli increduli, gli abominevoli, gli omicidi, i fornicatori, gli stregoni, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno ardente di fuoco e di zolfo, che è la morte seconda».
Torna presto Signore. Torna in tutta la tua gloria e maestà. E aiutaci ad immaginare il tuo ritorno. Amen.

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