Come resistere nelle tempeste della vita – Luca 6:47-49

Nella notte del 6 aprile 2009 un sisma di 5.8 gradi della scala Richter, preceduto da una serie di scosse – lo sciame sismico – iniziate nel dicembre 2008, sorprende nel sonno L’Aquila: è uno dei terremoti più disastrosi che abbiano mai colpito l’Italia. Il bilancio è stato di 309 morti, centinaia di feriti e decine di migliaia di sfollati.

Luca 6:46 «Perché mi chiamate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?47 Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, io vi mostrerò a chi è simile. 48 È simile a un uomo il quale, costruendo una casa, ha scavato e scavato profondamente e ha posto il fondamento sulla roccia; e, venuta un’alluvione, la fiumana ha investito quella casa e non ha potuto smuoverla perché era stata costruita bene. 49 Ma chi ha udito e non ha messo in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sul terreno, senza fondamenta: la fiumana l’ha investita e subito è crollata; e la rovina di quella casa è stata grande».

In queste ultime settimane abbiamo studiato con molta attenzione il discorso nel luogo pianeggiante di Cristo Gesù. Un discorso rivolto principalmente ai dodici discepoli che erano appena stati scelti e chiamati da Cristo. Un discorso nel quale abbiamo visto il Maestro presentare le basi del suo pensiero, i valori fondamentali del Regno di Dio, dalle beatitudini secondo Dio, all’amore secondo Dio, a come comportarsi con gli uomini secondo Dio.

Questo discorso si conclude con una immagine fra le più famose di quelle usate da Gesù: la casa sulla roccia e la casa sul terreno, o sulla sabbia.

Non so quanti di voi hanno imparato da bambini la canzoncina: “un uomo saggio su roccia edificò, un uomo saggio su roccia edificio e la pioggia venne giù.”

Non penso che nessuno di noi abbia costruito una casa. Al giorno d’oggi ci si rivolge ad una impresa edile la quale, se è seria, viene sul vostro territorio, scava nel terreno e getta del cemento come fondamenta. Ai tempi di Gesù ovviamente non funzionava proprio così. Il cemento non esisteva, ma in Israele c’è roccia ovunque, sotto il terreno. A volte è sufficiente scavare pochi centimetri, altre volte è necessario farlo per metri ma alla fine c’è sempre della roccia. E quindi gli Israeliti, che avevano sperimentato anche delle alluvioni, avevano imparato l’importanza di scavare e trovare una roccia sulla quale costruire delle case.

Anche se non abbiamo mai costruito una casa in prima persona, l’immagine è molto famosa perché è anche così forte e chiara. Non so se avete mai avuto a che fare con dell’acqua che vi ha trascinato via, in un fiume grosso o in un mare agitato, e sentirsi impotenti di fronte alla forza della natura. In questi giorni abbiamo visto con che facilità l’acqua abbia distrutto case, edifici, allagato palazzi e ucciso centinaia di persone in Germania. So di alcuni credenti che hanno perso la casa e tutto quello che essa conteneva. In Cina a causa della alluvioni ci sono oltre 350 mila sfollati.

Gesù, in questa versione, parla di due uomini. Uno ha scavato profondamente, ha messo una roccia come fondamento e ha costruito su questa roccia. L’altro uomo ha costruito la propria casa sul terreno, ha pensato di non aver bisogno di fondamenta. Quando è arrivata l’alluvione la prima casa è rimasta intatta, mentre la seconda è andata completamente distrutta.

In che modo si applica questa parabola?

Gesù racconta questa parabola per insegnare come si comporta un vero discepolo. Evidentemente non si sta rivolgendo soltanto ai farisei, che erano in gran parte in aperto contrasto contro di lui, ma a coloro che lo chiamavano “Signore, Signore” senza però ubbidire ai suoi comandamenti. Chiamare Gesù Signore equivale a confessare la propria dipendenza da lui, ripeterlo per ben due volte è un’ulteriore conferma. Ma se a questo non seguono delle azioni, allora non ci siamo.

Come evitare di essere come una casa portata via da un’alluvione?

Gesù dice: 47 Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, io vi mostrerò a chi è simile.

E Gesù stesso a presentarci tre step, tre passi per essere come una casa che resiste all’alluvione, una casa che resiste al terremoto, come essere una persona in grado di resistere alle difficoltà che possono scuotere la tua vita.

 

Andare a Cristo

Gesù può dire cose strane, fare affermazioni che sembrano pazze, esaltate, o troppo radicali. E quindi ad un certo punto, Gesù chiede ai suoi discepoli: volete andare via? E Pietro risponde, “«Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna! 69 E noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Santo di Dio».” (Giovanni 6).

 Solo Gesù ha le chiavi della vita eterna, solo Gesù è la via, la verità e la vita, solo Gesù rivela a noi umani Dio Padre, solo Gesù è morto per i nostri peccati, solo Gesù è risorto. Gesù è l’unico fondamento che può rendere stabile le nostre case, le nostre vite. Gesù è la pietra angolare, sulla quale ciò che viene costruito rimane saldo.

Paolo riprende questa idea in 1 Corinzi 11 e afferma: 11:11 poiché nessuno può porre altro fondamento oltre a quello già posto, cioè Cristo Gesù.

 La prima cosa che dovettero fare i discepoli era decidere di andare da Gesù, fidarsi abbastanza di lui. Come ho detto prima, solo Gesù può essere il nostro fondamento. Prova a paragonare Gesù con tutte le altre cose della vita. Cosa regge il paragone? Soldi? Fama? Famiglia? Salute? Niente di tutto ciò. Gesù si è fatto uomo per diventare la roccia che noi non possiamo essere, e la roccia che noi non avremmo potuto trovare in nessun’altra cosa.  Come reggerà l’urto dela prossima alluvione la tua vita? Solo con Cristo come roccia. Ma Gesù non si ferma qui.

 

Ascoltare le sue parole

Ero a casa di Luca e Aoife l’altra sera e Luca mentre parlavamo ha detto “è difficile essere bravi ascoltatori.” Pensa a quante volte ti sei sentito incompreso, citato in maniera sbagliata. E’ facile pensare che siano sempre gli altri a non ascoltarci e a non capirci. La realtà dei fatti è che tutti possiamo essere ascoltatori migliori, ascoltare quello che ci viene detto senza pregiudizi, senza filtri, ascoltare in maniera attiva e non passiva.

Questa cosa vale anche nel nostro rapporto con Gesù. Per i discepoli non era sufficiente andare da Gesù. Non basta dire Signore, Signore, ma bisogna anche ascoltare. Questo vuol dire, principalmente, ascoltare quello che lui ha detto, e quello che il Signore ha voluto dirci lo ha racchiuso in un libro, composto da 66 libri, la Bibbia. Nei 4 vangeli del Nuovo Testamento troviamo la nascita, le esperienze, gli insegnamenti, la morte e la resurrezione di Cristo, ma tutta la Bibbia ha senso se letta in funziona di Cristo, il protagonista di tutta la Bibbia è Gesù.

Non so se avete mai visto questa immagine, ma è molto vera. Sempre più nelle chiese si cerca di mettere allo stesso livello le proprie esperienze personali, i propri sentimenti, i propri pensieri, delle esperienze soprannaturali con la Bibbia. Non sto dicendo che Dio non possa agire al di fuori della sua Parola, ma sto dicendo che Dio usa principalmente la sua Parola e la sua Parola al di sopra di tutto. Dio avrebbe potuto creare tutto senza parlare, invece ha deciso di usare la Parola. Dio potrebbe apparire al suo popolo per spiegare loro come comportarsi, ma ha voluto lasciare un libro.

16 Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia, 17 perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona. 

Ma sapere che la Bibbia è Parola di Dio e lo strumento scelto da Dio per comunicare con il suo popolo non è sufficiente. Anche qui, dobbiamo essere disposti ad ascoltare, a fidarci di quello che la Bibbia dice, a leggere le promesse di Dio in Cristo Gesù per il suo popolo come promesse per noi, ad ascoltare alle ripercussioni che Dio fa nella sua Parola e riflettere sulla nostra vita.

 

Mettere in pratica

Abbiamo Gesù come nostro fondamento, abbiamo ascoltato le sue parole. Basta? No, perché molte persone si fermano qui. Gesù dice

46 «Perché mi chiamate… e non fate quello che dico?

è un concetto che troviamo anche altrove nella Bibbia, per esempio nei versetti di Giacomo 1

22 Ma mettete in pratica la parola e non ascoltatela soltanto, illudendo voi stessi. 23 Perché, se uno è ascoltatore della parola e non esecutore, è simile a un uomo che guarda la sua faccia naturale in uno specchio; 24 e quando si è guardato se ne va, e subito dimentica com’era. 25 Ma chi guarda attentamente nella legge perfetta, cioè nella legge della libertà, e in essa persevera, non sarà un ascoltatore smemorato, ma uno che la mette in pratica; egli sarà felice nel suo operare.

 Questo è un problema comune per l’essere umano. Sappiamo tante cose, abbiamo sentito tante cose, abbiamo imparato tante cose, ma non le mettiamo in pratica. Sottomettersi al Signore, ubbidire alla sue parole, mettere in pratica quello che abbiamo ascoltato è decisivo per i discepoli di Gesù.

 Come reagisci alla fine di questo discorso di Gesù? Nella vita ci sono tante cose che ci fanno riflettere sulla fragilità della vita. Se questo non bastasse, dovremmo riflettere sul fatto che Gesù sta per tornare sotto forma di giudice, e tutto quello che hai fatto nella tua vita sarà spazzato via come una casa senza fondamenta se non hai Cristo come tua roccia. Non c’è altra soluzione, non c’è un altro metodo, non ci sono scorciatoie.

E non sto dicendo credi a Gesù, e tutto andrà bene. Tante volte la nostra vita viene travolta, al punto da dubitare addirittura se effettivamente Cristo è la nostra pietra angolare. Succede anche a voi che vi succede qualcosa e vi ritrovate a fare errori che pensavate di aver superato, di reagire in modi che pensavate di aver risolto per sempre? In quei momenti non ci dobbiamo scoraggiare, ma considerare ancora una volta che Cristo è il nostro fondamento. Che possiamo continuare a resistere solo in funzione del nostro attaccamento a Cristo.

Abbiamo letto prima il versetto in 1 Corinzi dove Paolo dice che Gesù è il nostro unico fondamento, e Paolo continua

12 Ora, se uno costruisce su questo fondamento con oro, argento, pietre di valore, legno, fieno, paglia, 13 l’opera di ognuno sarà messa in luce; perché il giorno di Cristo la renderà visibile; poiché quel giorno apparirà come un fuoco; e il fuoco {stesso} proverà quale sia l’opera di ciascuno. 14 Se l’opera che uno ha costruita sul fondamento rimane, egli ne riceverà ricompensa; 15 se l’opera sua sarà arsa, egli ne avrà il danno; ma egli stesso sarà salvo; però come attraverso il fuoco.

Se Gesù è la nostra roccia, lui non verrà mai meno. Ma questo non significa che non importa come costruiamo la casa, la vita che il Signore ci ha affidato. Lui il suo lavoro l’ha fatto, e l’ha fatto perfettamente, deponendo la sua vita per le sue pecore, i suoi discepoli, i suoi fratelli, i suoi amici. Gesù e le sue parole sono la roccia, la pietra angolare. Su questa roccia siamo chiamati a costruire ubbidendo alle sue parole, mettendo in pratica quello che ci ha insegnato in questo discorso sul Regno di Dio.

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