La realtà del Regno di Dio – Luca 17_20-37 (solo testo)

In tanti abbiamo visto Don’t Look Up, il film che racconta la storia di un meteorite che sta per distruggere la terra. La scoperta viene fatta da degli scienziati sconosciuti, che nessuno prende sul serio. Eppure il meteorite era vero e il pericolo era reale, anche se non visibile ad occhio nudo.

Anche se la popolazione non lo sapeva o non ci credeva, il meteorite stava arrivando e stava per cambiare la realtà delle cose.

 

Nel testo di oggi osserveremo Gesù parlare dell’arrivo del Regno di Dio e dell’evoluzione di questo Regno. Un Regno che non è sempre chiaramente visibile, ma che è reale dal momento che lui è reale, è venuto su questa terra e sta tornando.

Prego che il Signore ci possa guidare nel capire la portata, l’importanza e l’urgenza delle sue parole.

Il Regno di Dio è un concetto che troviamo varie volte sin dell’Antico Testamento.

Ad un certo punto della sua storia, il popolo di Israele viene sconfitto e deportato dall’impero babilonese. Tutto sembra perduto, tutto sembra essere senza speranza.

In mezzo a questa desolazione, il Signore parla in questo modo al profeta Isaia:

Isaia 52:7 Quanto sono belli, sui monti, i piedi del messaggero di buone notizie, che annuncia la pace, che è araldo di notizie liete, che annuncia la salvezza, che dice a Sion: «Il tuo Dio regna!»
8
Ascolta le tue sentinelle! Esse alzano la voce, prorompono tutte assieme in grida di gioia; esse infatti vedono con i propri occhi il Signore che ritorna a Sion.


9
Prorompete assieme in grida di gioia, rovine di Gerusalemme! Poiché il Signore consola il suo popolo, salva Gerusalemme.
10
Il Signore ha rivelato il suo braccio santo agli occhi di tutte le nazioni; tutte le estremità della terra vedranno la salvezza del nostro Dio.


13 Ecco, il mio servo prospererà, sarà innalzato, esaltato, reso sommamente eccelso.

Non tutto era perduto. Il Signore regna sovranamente e promette di tornare a Gerusalemme, di salvare il suo popolo per mezzo del suo servo che regnerà in maniera eccelsa su tutte le estremità della terra. Il popolo di Israele era in attesa del manifestarsi di questo regno.

 

 

Ora leggiamo insieme il testo di oggi:

Luca 17:20 Interrogato poi dai farisei sul quando verrebbe il regno di Dio, rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare gli sguardi; né si dirà: 21 “Eccolo qui”, o: “Eccolo là”; perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi[e]».

22 Disse pure ai suoi discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, e non lo vedrete. 23 E vi si dirà: “Eccolo là”, {o:} “eccolo qui”. Non andate, e non li seguite; 24 perché com’è il lampo che balenando risplende da una estremità all’altra del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo. 25 Ma prima bisogna che egli soffra molte cose e sia respinto da questa generazione.

26 Come avvenne ai giorni di Noè, così pure avverrà ai giorni del Figlio dell’uomo. 27 Si mangiava, si beveva, si prendeva moglie, si andava a marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e venne il diluvio che li fece perire tutti. 28 Similmente, come avvenne ai giorni[f] di Lot, si mangiava, si beveva, si comprava, si vendeva, si piantava, si costruiva; 29 ma nel giorno in cui Lot uscì da Sodoma piovve dal cielo fuoco e zolfo, che li fece perire tutti.

30 Lo stesso avverrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo sarà manifestato.31 In quel giorno, chi sarà sulla terrazza e avrà le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così pure chi sarà nei campi non torni indietro. 32 Ricordatevi della moglie di Lot.

33 Chi cercherà di salvare[g] la sua vita la perderà, ma chi la perderà la preserverà. 34 Io vi dico: in quella notte, due saranno in un letto; l’uno sarà preso e l’altro lasciato. 35 Due donne macineranno assieme; l’una sarà presa e l’altra lasciata. 37 I discepoli risposero: «Dove sarà, Signore?» Ed egli disse loro: «Dove sarà il corpo, là pure[i] si raduneranno le aquile».

Il brano di oggi può essere diviso in due parti. Nei versetti 20 e 21 Gesù si rivolge ai farisei, i quali avevano chiesto a Gesù quando si sarebbe manifestato questo Regno promesso da Dio.

Gesù dice due cose di questo Regno. Intanto non si manifesta come altri regni. Non si manifesta in modo da attirare gli sguardi, non arriva con eserciti, non arriva con soldi, non arriva con cartelloni pubblicitari. Ma soprattutto, il Regno di Dio era già arrivato. Ci sono vari modi di interpretare “ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi.” Ma visto che Gesù sta parlando ai farisei, non penso che questi versetti dicono che il Regno è dentro di loro.  I farisei stavano aspettando il Regno, o facevano finta di aspettarlo, ma esso si era già manifestato, si era già rivelato nell’incarnazione di Gesù e nel ministero di Gesù.

Che bello! Il Regno di Dio è arrivato. Ed è arrivato non per mezzo di un messaggero insignificante, ma per mezzo del Re in persona, che ha lasciato il cielo per venire su questa terra per dire: eccomi, io sono il Re e questo è il mio Regno. Anche se in molti non lo vedono o non lo credono, questo non cambia il fatto che Gesù e il suo Regno sono reali.

La nostra realtà non è definita da quello che il mondo ci dice, ma da quello che Gesù ci dice. e Gesù ci dice che è venuto per farci entrare e vivere nel suo regno, siamo cittadini che trovano rifugio presso la persona più importante dell’universo intero.

Dal versetto 22 poi Gesù si rivolge ai suoi discepoli. E credo che qui avvenga una transizione. Gesù ha già spiegato che il Regno si è manifestato ed è in mezzo alle persone. Ora Gesù inizia a descrivere l’avanzamento e il compimento finale di questo regno.

22 Disse pure ai suoi discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, e non lo vedrete. 23 E vi si dirà: “Eccolo là”, {o:} “eccolo qui”. Non andate, e non li seguite; 24 perché com’è il lampo che balenando risplende da una estremità all’altra del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo.

In questi versetti Gesù parla del giorno del suo glorioso ritorno. Gesù dice ai suoi discepoli che dopo la sua dipartita, ci saranno giorni in cui coloro che credono in lui desidereranno vederlo tornare. Penso che molti di noi hanno provato questo desiderio, questo sentimento di attesa per il ritorno del Signore che porrà fine al dolore e alla sofferenza che ci sono in questo mondo. Più sperimentiamo gli effetti catastrofici del peccato, in tutte le sue forme, dalle malattie, alla vergogna fino alla morte, più desideriamo che Cristo venga a realizzare il suo Regno in maniera completa.

Ma cosa può succedere quando abbiamo questo desiderio? Possiamo essere tentati di vedere i segni del ritorno di Cristo. Come essere umani cerchiamo sempre segni e notizie che confermino un nostro desiderio o un nostro pensiero. Basta vedere come i nostri telefonini o i social ci forniscono sempre storie, notizie e post di cose che ci interessano. Potremmo fare lo stesso con il nostro desiderio di vedere Cristo tornare. “Ecco l’anticristo”, oppure “ecco il compimento di quella profezia”, oppure “guarda che catastrofe, siamo proprio alla fine dei tempi.”

Prima dell’arrivo di Cristo e del suo Regno, nessuno diceva “eccolo qui” o “eccolo là”. Dopo la sua venuta, invece, in molti dicono “eccolo qui” o “eccolo là.”

Ma Gesù ci invita a non prestare attenzione a queste voci. Va bene desiderare che Cristo torni, ma non dobbiamo essere ossessionati dal cercare di volere capire quando succederà. Tanto, quando il Signore tornerà non ci sarà alcun tipo di dubbio, sarà evidente, sarà chiaro come un fulmine che illumina la notte. Se c’è qualche dubbio se Cristo è tornato oppure no allora evidentemente non è tornato.

Ma prima del ritorno di Cristo doveva ancora esserci la partenza del Signore.

 25 Ma prima bisogna che egli soffra molte cose e sia respinto da questa generazione.

Abbiamo letto in Isaia che il servo di Dio, il Messia, sarebbe stato “innalzato, esaltato, reso sommamente eccelso.” Ma prima di essere innalzato in cielo, prima di ricevere il nome che è al di sopra di ogni altro nome, Gesù verrà abbandonato, rigettato, rifiutato da tutti e innalzato su una croce romana con in testa una corona di spine come segno del suo regno fallimentare, almeno fallimentare per gli esseri umani.

A questo punto Gesù prende due esempi dell’Antico Testamento per continuare a spiegare come si realizza e si sviluppa il Regno di Dio. Gli esempi sono abbastanza famosi. Il primo è Noè, l’uomo che fu incaricato da Dio di costruire un’arca per salvarsi dall’alluvione. Sappiamo dal racconto della Genesi che il Signore manda il diluvio come segno del suo giudizio nei confronti dell’umanità intera che si era data al peccato.

Anche la storia di Lot è simile. Sodoma e Gomorra stanno per essere distrutte dal Signore a causa del loro peccato.

Ma l’enfasi nella parole di Gesù non è su qualche peccato specifico, ma quanto sul fatto che ai tempi di Noè le persone si comportavano come se nulla fosse, come se tutto il senso della vita fosse racchiuso in ciò che questo mondo offre:

7 Si mangiava, si beveva, si prendeva moglie, si andava a marito; si mangiava, si beveva, si comprava, si vendeva, si piantava, si costruiva (28).

Ovviamente non c’è nulla di sbagliato in queste attività, di per sé. Sono attività che Dio ha creato e che fanno parte dell’umanità. Qual è il problema? Il problema è dimenticarsi che esiste un Dio che Regna sovrano su tutto l’universo, che ci ha creati e che noi siamo legati a lui, o come cittadini del suo Regno, o come stranieri e ribelli al suo regnare.

Il problema è vivere la vita come se questa realtà non esistesse. Gesù ci dice che dal suo primo arrivo, 2000 anni fa (i giorni del Figlio dell’uomo) fino al giorno del suo ritorno di cui ignoriamo il momento esatto (nel giorno in cui il Figlio dell’uomo sarà manifestato) le persone continueranno a vivere la propria vita come se nulla fosse.

Penso che una delle domande che il testo ci voglia fare è: noi come stiamo vivendo le nostre vite? Viviamo incuranti, indifferenti, disinteressati rispetto al Dio che Regna sull’universo intero e che merita di regnare nel nostro cuore, nei nostri pensieri, nelle nostre azioni? Viviamo come se quello che vediamo su questa terra con i nostri occhi carnali sia tutto ciò che esiste?

Noè ha creduto che l’umanità stava andando incontro al giudizio di Dio e ha trovato rifugio nell’arca. Lot ha capito che Sodoma stava per essere giudicata e distrutta da Dio, ed è scappato. Similmente, Gesù verrà per giudicare ogni essere umano. Noè si salvò per fede in Dio, Lot si salvò per fede in Dio, coloro che hanno fede in Dio si salveranno.

Nel giorno del Signore, le persone potrebbero essere tentate di salvare i propri beni materiali, di andare a prendere dalla terrazza o dai campi le proprie cose. Ma questo è un atteggiamento folle, perchè non considera quello che sta succedendo. è come voler salvare un cellulare mentre sta avvenendo un terremoto. è come l’atteggiamento della moglie di Lot, che era scappata da Sodoma ma era così legata a quello che aveva lasciato, era così legata ai piaceri e ai beni materiali di Sodoma da voltarsi indietro e per questo morire.

Chi vuole salvare questa vita terrena, chi è attaccato ad essa la perderà. Ma coloro che la perdono per ricevere in cambio la vita del Re, la preserveranno.

Nel giorno del Signore, quando tornerà, coloro che gli appartengono verranno chiamati a lui. Una persona verrà presa mentre l’altra sarà lasciata a letto; due donne lavoreranno e una verrà presa e l’altra no.

A questo punto i discepoli chiedono al Signore dove avverrà tutto questo.

Ed egli disse loro: «Dove sarà il corpo, là pure si raduneranno le aquile». (37).

Pare che Gesù risponda usando un proverbio. Il significato non è del tutto chiaro, perlomeno non lo è per me, anche perchè la parola tradotta con aquile può anche significare avvoltoi. Potrebbe essere un riferimento al corpo di Gesù, oppure, come suggeriscono dei commentari, una metafora per dire che lì dove c’è peccato, lì dove c’è iniquità, si manifesterà il giudizio di Dio.

Il Signore sta tornando. Il Re dell’universo sta tornando, per portare il suo regno di pace. Fermiamoci un attimo e assaporiamo questa verità, dimentichiamoci di tutto il resto. Cristo regna, e sta venendo. Non so quando, forse oggi, forse domani. Ma Gesù, che ha inaugurato per mezzo della sua venuto il Regno tanto atteso dagli ebrei, sta tornando. Noi dobbiamo vivere la realtà di questo Regno, i valori di questo Regno, in attesa di questo Regno, annunciando il Regno.

 

 

 

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