L’inizio di settembre per me è come capodanno. A settembre per me, per la mia chiesa inizia un
nuovo anno. Non so voi, ma io personalmente ci arrivo abbastanza stanco già.
Per gli ultimi 4 mesi insieme a mia moglie abbiamo vissuto in svizzera, dove abbiamo servito una
chiesa locale che era senza pastore.
Sono stanco prima ancora di iniziare. Ed è facile pensare “se solo quest’anno le cose andranno
meglio sarà più facile”, “se solo le persone mi aiuteranno di più andrà meglio” “se solo sarò più
bravo ad organizzarmi sarò meno stressato”.
Che è un po ‘ una mentalità diffusa anche nel mondo. Concentrati sulle cose positive e vedrai che si
avvereranno. “Positive vibes only” è una corrente di pensiero molto diffusa.
Cosa succede però quando tutto va per il peggio? Quando tutte le nostre certezze ci vengono tolte?
Quando vi vengono tolte quelle cose che riteniamo vitali per la nostra gioia e anche per il successo
nei nostri impegni? Siamo comunque in grado di trovare modo di andare avanti?
In uno degli ultimi film di Spider Man, ad un certo punto Iron Man dice a Spider Man di dargli il
vestito da uomo-ragno.
“Non capisci! Questo è tutto ciò che ho! Non sono niente senza questo vestito!”
Grazie a Dio nessuno di noi deve vestirsi come uomo ragno. Ma cosa succede quando ci vengono
tolte le ore di sonno, quando il conto in banca è in rosso, quando quella relazione in cui abbiamo
investito tanto ci colpisce con un tradimento, quando quel sogno che definiva tutta la nostra vita ci
viene tolto dalle mani.
Il testo che andiamo a leggere oggi, un salmo, parla proprio di questo tipo di situazione. Il testo ci
parla della cosa più importante da avere quando tutto ci viene tolto, e come trovare questa cosa.
63:1 Salmo di Davide, quando era nel deserto di Giuda.
Questo salmo è composto da Davide mentre è in fuga nel deserto di Giuda, mentre scappa da
qualcuno che lo sta inseguendo, probabilmente suo figlio Absalom. In altre parole è scritto in un
momento di profonda difficoltà. Tutto sembra andare per il peggio. Ancora una volta Davide si
guarda intorno, dopo decenni di sacrifici e di sfide, e non ha niente a cui aggrapparsi. I suoi uomini
guardano a lui per cercare risposte e guida. Ma lui, umanamente, non ha nulla da offrire. Non può
promettere nulla. Eppure Davide è tutt’altro che disperato.
Guardate come prosegue il salmo:
O Dio, tu sei il mio Dio, io ti cerco dall’alba;
di te è assetata l’anima mia,
a te anela il mio corpo languente in arida terra, senz’acqua.
Abbiamo tutti sperimentato un’estate incredibilmente calda. Non so se anche per voi è stata
estenuante. Beh, non è nulla in confronto a quello che prova Davide che vive letteralmente in un
deserto. Davide, spossato, stanco, assetato si sveglia e cerca il Signore, il suo Dio, il suo tesoro più
grande.
Nonostante la prova, Davide è convinto che Dio sia il suo Dio. Davide lo cerca sin dal mattino. Ciò
che Davide cerca non è un cambiamento delle circostanze, ma la comunione con Dio. Il resto del
salmo è indirizzato da questo atteggiamento di Davide. Si tratta più di una contemplazione di Dio
che di una mera richiesta di aiuto.
L’arsura fisica passa in secondo piano rispetto alla sete di Dio che ha Davide, anzi ciò che il suo
corpo prova diventa un’immagine di qualcosa di spirituale.
Questo avviene ripetutamente in questo salmo: ciò che è materiale, tangibile fisico, diventa
un’opportunità per riflettere in maniera spirituale.
Succede al versetto 1 quando l’anima è descritta come assetata.
Lo vedremo anche al versetto 5 quando si parla di grasso e di midollo, al versetto 7 quando si parla
di ali.
E succede anche al versetto 2 infatti:
2 Così ti ho contemplato nel santuario,
per vedere la tua forza e la tua gloria.
Davide si è forse magicamente teletrasportato a Gerusalemme per contemplare Dio nel suo
santuario? No, Davide è dovuto fuggire da Gerusalemme, dalla possibilità di lodare il Signore nel
confort e nella bellezza del culto comunitario. E’ nella meditazione, nella ricerca del Signore ai
primi bagliori del giorno, mentre si sveglia in una grotta nel deserto, che Davide contempla
spiritualmente il Signore nel suo santuario, meravigliandosi ancora una volta della gloria e la forza
del suo Dio.
E a che conclusione giunge Davide contemplando il Signore?
3 Poiché la tua bontà vale più della vita,
le mie labbra ti loderanno.
Ecco la cosa più importante al mondo.
Davide sta dicendo che la bontà di Dio è meglio di qualsiasi tipo di vita, anzi è più preziosa della
vita stessa. Bontà qui traduce checed, un termine che esprime un concetto molto più profondo di
bontà.
é un termine che in altre Bibbie viene tradotto con “amorevole devozione”, o anche “amore fedele”.
Checed unisce lealtà incrollabile, misericordia, gentilezza e fedeltà nelle relazioni. E’ l’amore
pattizio di Dio che estende in maniera inaspettata ma incredibilmente generosa la sua grazia, il suo
perdono, la sua protezione e il suo favore verso l’essere umano. È un termine che troviamo
costantemente nella Bibbia, come un filo rosso che si snoda nei libri che Dio ci ha donato.
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Questo amore stabile, questa bontà, vale più della vita stessa, vale più anche di perdere la propria
vita.
Non c’è niente di più prezioso dell’amore fedele di Dio che viene riversato nelle nostre vite. Ripeto:
Non c’è niente di più prezioso dell’amore fedele di Dio che viene riversato nelle nostre vite.
Contemplando la gloria e la forza di Dio vediamo il suo amore per noi.
Un amore che ha portato il Figlio di Dio a lasciare il comfort del santuario celeste, a lasciare la
gloria e la forza dei cieli per svuotarsi, farsi uomo, per sperimentare le difficoltà della vita in questo
deserto chiamato mondo fino a morire su una croce romana sulla quale versare il sangue che
avrebbe cancellato il nostro peccato per sempre.
Per questo motivo le labbra di Davide lodano il Signore, per questo motivo la vita e la fede di
Davide non sono devastate dalle circostanze della vita. La motivazione per andare avanti con
fiducia, con gioia nella vita di Davide così come in un nuovo anno di ministero si trova non nelle
circostanze ma nell’amore fedele di Dio.
4 Così ti benedirò finché io viva,
e alzerò le mani invocando il tuo nome.
5 L’anima mia sarà saziata come di midollo e di grasso,
e la mia bocca ti loderà con labbra gioiose.
Per questo motivo, versetto 4, Davide è pronto a spendere il resto della sua vita, per quanto lunga o
breve che sia, a benedire il Signore e ricercarlo. Nonostante la vita non abbia niente da offrirgli, la
sua anima è saziata del meglio che l’universo ha da offrire: la bontà di Dio.
6 Di te mi ricordo nel mio letto,
a te penso nelle veglie notturne.
7 Poiché tu sei stato il mio aiuto,
io esulto all’ombra delle tue ali.
8 L’anima mia si lega a te per seguirti;
la tua destra mi sostiene.
La ricerca del Signore non segna solo le mattine di Davide. A fine giornata, magari mentre era di
guardia per accertarsi che non ci fossero nemici nelle vicinanze, Davide pensava al Signore,
pensava a come si era preso cura di lui nel passato, ma anche nel giorno appena passato. Riflettendo
su quello che era stato, riconoscendo che se era ancora vivo era solo per grazia del Signore, Davide
si sente come un un pulcino sotto le ali della propria mamma.
È un concetto che torna in un altro salmo di Davide, un altro salmo scritto mentre è circondato da
nemici
Salmo 36:7 O Dio, com’è preziosa la tua benevolenza (checked)! Perciò i figli degli uomini cercano
rifugio all’ombra delle tue ali.
Rincuorato da questa sensazione di sicurezza, Davide si impegna nuovamente, versetto 8 a fare
cosa?
A seguire il suo Dio con tutta la sua anima, consapevole che non è la sua bravura come re, la sua
capacità di lodare, il suo cuore pastorale, le sue strategie che faranno la differenza ma la mano
fedele e potente del Signore.
È alla luce della fedeltà di Dio e del suo braccio potente che Davide, mentre è in fuga in un mondo
sottosopra, che Davide riconsacra la sua vita e il suo servizio al suo Dio;
8 L’anima mia si lega a te per seguirti;
la tua destra mi sostiene
E poi il salmista continua;
9 Ma quanti cercano la rovina dell’anima mia,
sprofonderanno nelle parti più basse della terra.
10 Saranno dati in balìa della spada,
saranno preda di sciacalli.
11 Ma il re si rallegrerà in Dio;
chiunque giura per lui si glorierà,
perché ai bugiardi verrà chiusa la bocca.
La sicurezza di Davide non viene dalla circostanze esterne. Non viene dall’essere in un palazzo o
nel deserto, non viene dalla ricchezza o dalla povertà. La sua sicurezza viene dall’amore
incondizionato e illimitato del suo Dio che ricompenserà in maniera fedele i giusti.
Ben diversa è la situazione di quelli che lo stavano perseguitavano ingiustamente. Anche loro
saranno ricompensati dal Signore, ma in maniera diversa. Loro, che seguono i desideri perversi dei
loro cuori e su di essi basano la propria esistenza, saranno distrutti e annientati.
Coloro che non ritengono che l’amore di Dio è la cosa più preziosa della vita perderanno la vita
stessa.
Invece il re, e con lui tutti coloro che ripongono la propria fede in lui, si rallegra della vittoria nel
proprio Dio.
I salmi 61-64 riportano tutti la figura del re che fuggiasco, che grida al Signore. Questo re non è
Davide, non solo Davide, ma il nostro Re.
È Cristo, il vero Re messianico, che è il protagonista finale di questo salmo. Era la sua anima che
era assetata della presenza e la comunione con il Padre.
E’ lui che si è rallegrato in Dio nonostante la difficoltà della missione che stava portando avanti,
nonostante l’abbandono, il tradimento, la morte in croce.
E sono coloro che confidano in lui, che gli giurano fedeltà, che si glorieranno, versetto 11. Sono
coloro che si legano a Dio che si riempiono della gloria che appartiene al Signore e che egli
condivide con i suoi.
Pur senza arrivare agli eccessi di Davide, anche noi, come credenti e membri di chiesa, possiamo
ritrovarci in situazioni di deserto, nelle quali ci sentiamo provati fino allo stremo. Il nemico ama
scagliarsi contro contro il popolo di Cristo e coloro che vivono per servirlo e onorarlo. Ma quando
questo accade, noi non siamo portati alla disperazione. No! continuiamo ad andare avanti certi che
il vero Re, Cristo Gesù, ha vinto e ha vinto per il suo popolo. Certi che ci potrà essere tolta ogni
cosa, ma non l’amore che Dio ha deciso di riversare su di noi proprio in Cristo Gesù, nostro Re.
La bellezza dei salmi è che le situazioni estreme dei salmisti, adempiute poi perfettamente e
definitivamente da Cristo, ci ricordano che sono più che sufficienti per le nostre sfide quotidiane,
qualunque esse siano.
Nel momento di maggiore sconforto, quando la terra sembrava che gli cedesse sotto i piedi, Davide
sottolinea che la cosa più importante è l’amore fedele di Dio.
E cosa dovremmo fare di questo amore? Cosa fa Davide? Lo cerca dal mattino alla sera:
1 O Dio, tu sei il mio Dio, io ti cerco dall’alba; di te è assetata l’anima mia, a te anela il mio corpo
languente in arida terra, senz’acqua.
6 Di te mi ricordo nel mio letto, a te penso nelle veglie notturne.
Non è che l’amore di Dio si nasconde, ma noi tendiamo a dimenticarci di questo amore, tendiamo a
credere che ci siano cose più importanti nella nostra vita. E quindi dobbiamo cercarlo questo amore,
questa relazione con il nostro Creatore e Salvatore
In vista di un nuovo anno di ministero e di servizio: vogliamo cercare la bontà di Dio.
cosa faremo appena ci sveglieremo la mattina e prima di andare a dormire? Quando ci verrà tolto
quello che ritenevamo indispensabile?
La cosa migliore da fare è meditare sulla gloria di Dio, sulla sua forza che è messa a disposizione
per la nostra protezione. E non voglio dire: meditiamo perchè è la cosa giusta da fare.
Ma piuttosto: cari fratelli e sorelle che incredibile opportunità abbiamo di venire ai piedi del nostro
Signore e contemplarlo, trarre da questa meditazione la gioia per servirlo in questo nuovo anno.
Vedere in Cristo la gloria di Dio manifestata per noi come espressione della bontà di Dio, il suo
amore fedele che ci accompagnerà anche se ci dovessimo trovare, come Davide, a non avere
nient’altro a cui rivolgerci o aggrapparci.
Troppe volte sono esausto perché davanti alle cose che non vanno penso di dover fare io qualcosa,
di dover risolvere io il problema. Troppe volte penso “se solo avessi quella cosa che mi manca…”
se solo non fossi malato. Se solo non fossi stanco. Se solo avessi il vestito di spider man.
Davide invece ricerca Dio e confida nel fatto che la sua bontà è meglio della vita stessa. E per
questo motivo cerca il Signore e la sua bontà.
Come si fa a cercarlo? Penso che sappiate già la risposta, non vi sto dicendo nulla di nuovo. Ma
forse potreste riscoprire o riprendere delle abitudini che nel tempo avete perso, abitudini sostenibili,
che si adattano al vostro stile di vita, al modo in cui siete fatti, i momenti in cui siete più attivi e i
momenti in cui vi sentite più deboli, sia spiritualmente che fisicamente.
Io all’inizio di questo nuovo anno, alla luce del fatto che sto notando in me la tendenza ad essere
oppresso, ad essere stressato, visto che noto di essere un pò in un deserto, ho deciso di iniziare e
finire le mie giornate con dei salmi.
Cari cercate il Signore e la sua bontà.
La bontà di Dio vale più delle sfide che ci saranno nel nuovo anno. Tutto intorno a te e dentro di te
potrebbe fallire in questo anno. Potresti peccare come mai avresti pensato possibile. Potresti
sperimentare la mancanza di risposte come mai prima. Potresti non raggiungere quello che ti sei
professato. Potresti soffrire, essere portato allo stremo.
ma la bontà di Dio, sigillata dal sangue di Cristo, non verrà mai meno.
63 Salmo di Davide, quando era nel deserto di Giuda.
O Dio, tu sei il mio Dio, io ti cerco dall’alba;
di te è assetata l’anima mia,
a te anela il mio corpo languente in arida terra, senz’acqua.
2 Così ti ho contemplato nel santuario,
per vedere la tua forza e la tua gloria.
3 Poiché la tua bontà vale più della vita,
le mie labbra ti loderanno.
4 Così ti benedirò finché io viva,
e alzerò le mani invocando il tuo nome.
5 L’anima mia sarà saziata come di midollo e di grasso,
e la mia bocca ti loderà con labbra gioiose.
6 Di te mi ricordo nel mio letto,
a te penso nelle veglie notturne.
7 Poiché tu sei stato il mio aiuto,
io esulto all’ombra delle tue ali.
8 L’anima mia si lega a te per seguirti;
la tua destra mi sostiene.
9 Ma quanti cercano la rovina dell’anima mia,
sprofonderanno nelle parti più basse della terra.
10 Saranno dati in balìa della spada,
saranno preda di sciacalli.
11 Ma il re si rallegrerà in Dio;
chiunque giura per lui si glorierà,
perché ai bugiardi verrà chiusa la bocca.

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